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Il dollaro ringrazia le payrolls, la BoJ affossa lo Yen

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La pubblicazione dei dati relativi il mercato del lavoro, sostanzialmente migliori delle attese, permette al biglietto verde di riguadagnare posizioni in scia del migliorato sentiment degli operatori sull’andamento della prima economica del pianeta.

Il report del DoL ha evidenziato a febbraio un saldo negativo per le buste paga di 36 mila unità, un risultato che sarebbe stato decisamente migliore se non fosse per le pessime condizioni atmosferiche che hanno penalizzato oltre misura il settore delle costruzioni; non a caso il comparto manifatturiero non ha fatto segnare variazioni significative. Ulteriore segnale che lascia ben sperare è l’aumento dei lavoratori interinali, che al quinto rialzo consecutivo sono lì a testimoniare che il sistema-Usa sente il bisogno di nuove assunzioni, ma non essendo ancora certo della portata della ripresa ricorre al lavoro temporaneo.

Confermato al 9,7% il tasso di disoccupazione, con il consenso degli analisti che aveva pronosticato un peggioramento di 10 pb. Come detto i dati hanno rinforzato il greenback in vista di una ripresa dell’economia nel suo complesso che, essendo essenzialmente basata sulla componente consumi, non può prescindere da un alto livello occupazionale.

Per acquistare un euro sono necessari 1,357 dollari, dopo che nel corso della seduta era stata nuovamente toccata quota 1,36 in scia del successo dell’asta di titoli greci a 10 anni.

Oltre che dalla risalita della moneta a stelle e strisce la seduta si caratterizza per la debolezza della valuta giapponese, che scambia a 122,45 nel cross con l’euro ed a 90,21 verso dollaro. Sullo Yen pesa l’annuncio della Bank of Japan di un possibile ed ulteriore allentamento quantitativo per contrastare la deflazione, vero spauracchio della terra del Sole nascente.

Luca Fiore