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Il dollaro non è troppo forte per gli Usa, lo è per il resto del mondo (analisti)

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Il dollaro non è troppo forte per l’economia statunitense, è troppo forte per il resto del mondo. È quanto rileva Yves Longchamp, Head of Research di Ethenea Independent Investors (Schweiz) AG. “Se guardiamo -evidenzia Longchamp- al cambio del dollaro negli ultimi 25 anni, vediamo che ogni volta che il dollaro è salito questo ha generato un’inflazione più bassa e una crescita più bassa”. “Quindi anche se il dollaro oggi probabilmente non è troppo forte per l’economia Usa, lo è per il resto del mondo”.

L’inflazione è bassa a livello globale. “Questo avviene -prosegue l’esperto- perché siamo in una situazione di sovraproduzione, ma anche perché i prezzi internazionali si formano in dollari e il dollaro forte comporta una leggera spinta deflattiva”.

Per quanto riguarda le politiche monetarie, “a dicembre ci aspettiamo politiche monetarie divergenti tra Europa e Stati Uniti” visto che nella prima economia “ci sono tutte le condizioni per un rialzo dei tassi” mentre “in Europa la situazione è completamente diversa”. Nel Vecchio continente “ci aspettiamo un rilancio del Quantitative Easing: questo non perché noi lo riteniamo importante, quanto perché Mario Draghi ha detto chiaramente che farà qualcosa e quando lo dice lo fa”.