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Dollaro mostra i muscoli in attesa della Fed

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L’avversione al rischio spinge il biglietto verde. Seconda parte all’insegna degli acquisti per il greenback che dopo aver visto il cambio con euro e yen portarsi rispettivamente a 1,3716$ e a 102,05¥, attualmente passa rispettivamente di mano a 1,3677 e a 102,36.

Le tensioni che stanno attraversando i mercati finanziari, al pericolo di un rallentamento della crescita cinese si sono aggiunte le notizie negative in arrivo da Turchia, Argentina e Ucraina, stanno spingendo gli operatori verso i cosiddetti rifugi sicuri.

Se la scorsa settimana le performance migliori sono state registrate da due “safe heaven” del calibro dello yen e del franco svizzero, cresciuti rispettivamente dell’1,9 e dell’1,2 per cento, quella che inizia oggi sembrerebbe essere una settimana pro-dollaro, anche alla luce della riunione della Federal Reserve di mercoledì.

Gli analisti ritengono che i membri votanti del board della Fed non si faranno influenzare più di tanto dalle indicazioni sotto le stime arrivate dal mercato del lavoro a dicembre e proseguiranno nel loro piano di progressiva normalizzazione della politica monetaria a stelle e strisce.

La pensano così anche i grandi trader e gli speculatori che nella settimana al 21 gennaio, stando ai dati diffusi dalla Commodity futures trading commission (Cftc) nel suo consueto Commitments of traders (Cot), hanno spinto i contratti rialzisti sul biglietto verde ai massimi da luglio a 25,9 miliardi di dollari, 3,23 in più rispetto al dato precedente.