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Dollaro KO con Trump, euro oltre $1,08. Panico ribassisti, è boom short covering sui Treasuries

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Il primo vero flop di Donald Trump, incapace di convincere i Repubblicani del Congresso a sostenere la sua riforma sanitaria, genera sconcerto e confusione tra gli investitori. Dopo l’euforia seguita all’elezione del presidente Usa, la nuova realtà è quella di una impasse che non solo rischia di ritardare quanto davvero interessa agli operatori di mercato – la riforma fiscale e l’impatto su Pil e inflazione – ma che fa sorgere diversi interrogativi sulla capacità di Trump di concretizzare, in generale, le promesse fatte durante la campagna elettorale. Il Dollar Index capitola, scendendo nelle contrattazioni asiatiche fino a 99,263, contro i 100 circa di venerdì scorso. 

Il rapporto euro-dollaro balza fino a $1,0849, con la moneta unica che vola ai livelli massimi dall’inizio di dicembre. Rally anche dello yen, con il rapporto dollaro-yen che scivola fino a JPY 110,23, al livello più basso dalla fine di novembre. E l’altro indice rilevante che monitora il trend del dollaro nei confronti di un paniere di principali valute, il Bloomberg Dollar Index, azzera quasi del tutto i guadagni post Trump.

Bloomberg Dollar Index cancella quasi tutti i guadagni post Trump

L’avversione al rischio porta i trader a riposizionarsi sull’oro, che supera la soglia di $1.250 l’oncia, fino a $1.257,97 nelle contrattazioni asiatiche, dove va in atto il sell off sull’azionario. La borsa di Tokyo, penalizzata anche dallo yen, cede -1,44%. Gli indici azionari europei seguono a ruota, attaccati dalle vendite.

A scendere sono anche i tassi sui Treasuries a 10 anni, che viaggiano attorno al 2,3657% contro il 2,4380% testato nei massimi intraday di venerdì scorso.

Ed è panico tra i ribassisti sui bond con conseguente boom delle operazioni di short covering, ovvero delle ricoperture dello scoperto, con i ribassisti che – stando ai dati del CFTC relativi alla settimana terminata il 21 marzo- hanno coperto quasi 100.000 contratti short, riducendo le posizioni short lorde a 707.600 contratti.

I rialzisti hanno liquidato una quantità di poco inferiore a 4.000 contratti, a 607.200 contratti, con la posizione short netta dimezzata a 100.400 contratti, al minimo dall’inizio di dicembre. Nel documento del CFTC – relativo alla settimana terminata il 21 marzo – si è messo tuttavia in evidenza anche un altro trend: quello delle posizioni speculative sull’euro-dollaro, con i trader che hanno aumentato le posizioni nette short sulla valuta europea al record di 3,009 milioni di contratti, sulla scia delle speculazioni di nuovi rialzi dei tassi da parte della Fed.

Occhio a short covering su Treasuries. Mentre volano short sull'euro-dollaro

Tra l’altro – a parte la parentesi odierna del crollo del dollaro – da un sondaggio di Bloomberg emerge che, se una condizione si avverasse, ovvero se Marine Le Pen vincesse le elezioni francesi,l’euro scenderebbe fino a $1 il giorno dopo la vittoria della candidata per 23 dei 38 strategist intervistati; per cinque di loro, la flessione porterebbe la moneta unica a bucare perfino i 95 cents.Le previsioni degli economisti sull'euro in caso di vittoria Le Pen