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Dollaro in rosso, il “tapering” potrebbe non essere così lontano

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Settimana con il segno meno per il biglietto verde. Quando ormai gli operatori davano per certo l’avvio del “tapering”, il piano di progressiva riduzione degli stimoli monetari, la Federal Reserve ha stupito tutti confermando gli attuali 85 miliardi mensili e spedendo in rosso il biglietto verde.

Nelle ultime cinque sedute il greenback è sceso di oltre un punto percentuale e oggi ha provato (con poco successo) a ridurre il passivo dopo le dichiarazioni rese da James Bullard, presidente della Fed di St. Louis. Bullard nel corso di un’intervista a Bloomberg Tv ha rilevato che una prima, lieve (5 mld?), sforbiciata al quantitative easing potrebbe essere annunciata nel corso del meeting in calendario per il prossimo 29-30 ottobre.

Prima dell’ultima conferenza stampa di Bernanke gli analisti erano propensi ad escludere questa data perché a margine della riunione non è previsto un incontro del chairman con la stampa. I dubbi sono stati fugati dallo stesso Bernanke che ha fatto sapere che un eventuale “tapering” potrà essere discusso in qualsiasi riunione, “non serve necessariamente una conferenza stampa”.

Stabili l’eurodollaro e il cable, il cambio sterlina/dollaro Usa, che si confermano sopra quota 1,35 (1,3521) e 1,6 dollari (1,6017). Ieri il primo cross ha toccato il livello maggiore dal 7 febbraio a 1,3548 mentre il gbp/usd mercoledì sera è salito ai massimi da metà gennaio a 1,6161.