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Dollaro in recupero grazie a bassa propensione al rischio degli operatori

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Si complica il quadro macroeconomico internazionale. Le rassicurazioni rilasciate ieri dall’Ocse sulla ripresa oramai in atto aprono prospettive di recupero da parte della valuta statunitense. Il timore di molti analisti è che l’economia stia correndo sì, ma più lentamente dei rispetto a quanto fatto dai mercati finanziari negli ultimi mesi. Come se non bastasse le inevitabili exit strategy delle banche centrali pongono ora un macigno sulla sostenibilità del rally dei mercati azionari che non a caso, ieri, sono stati protagonisti di un sostanzioso ritracciamento.

Il dollaro quindi è protagonista di un tentativo di recupero contro euro e contro le altre valute internazionali con gli operatori che non sono più molto restii delle ultime settimane ad assumersi rischi. La chiusura delle posizioni di carry trade favoriscono quindi il biglietto verde statunitense che questa mattina è nuovamente sceso sotto la soglia psicologica rappresentata da area 1,49.
Il Dollar Index, il basket che raffronta la valuta statunitense con le 6 maggiori monete mondiali, ha raggiunto quota 75 punti toccando il livello più basso dallo scorso mese di agosto (vedi grafico). Pesano in particolare i timori che la Federal Reserve possa iniziare a ritirare le misure di natura straordinaria a sostegno del credito passando, in un secondo momento, alla leva del costo del denaro.

Poche sorprese intanto dal fronte macroeconomico. In assenza di dati statunitensi di un certo rilievo, l’attenzione si è spostata in Europa che hanno visto gli ordinativi industriali italiani a settembre salire del 5,2%. Un dato che ha superato le più rosee aspettative degli analisti confermando ulteriormente la bontà della ripresa del Bel paese come peraltro anticipato ieri dal report semestrale dell’Ocse.

Marco Berton

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