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Dollaro in picchiata su crescenti attese riduzione QE della Fed, oggi test payrolls

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Forte volatilità sul mercato valutario con la violenta discesa del dollaro rispetto alle altre principali valute causata dai crescenti timori di un ridimensionamento del piano di allentamento quantitativo da parte della Federal Reserve. Il cross dollaro/yen è sceso fino a 95,54 yen, sui minimi a oltre sette settimane e ben 8 punti percentuali sotto i massimi a 5 anni e mezzo toccati il mese scorso. Il ministro delle finanze giapponese, Taro Aso, commentando la forte risalita della valuta nipponica ha detto che si stanno guardando con attenzione i movimenti della valuta, “ma il mercato dei cambi non è in una fase in cui ha bisogno di  prendere in considerazione l’intervento”. 
Il biglietto verde è sceso anche ai minimi a 3 mesi rispetto all’euro (cross euro/$ salito fino a 1,33) con la divisa unica europea che ieri si è mossa con decisione al rialzo in scia alle parole del presidente della Bce, Mario Draghi. Il numero uno dell’Eurotower ha smorzato i toni circa la possibilità di ulteriori interventi straordinari della Bce a sostegno dell’attività economica. 

Cresce attesa di una riduzione degli acquisti di asset da parte della Fed 
Il sell-off sul dollaro statunitense è dettato dai crescenti timori sul mercato che la Federal Reserve inizio presto a rimuovere le misure straordinarie di stimolo con la concreta possibilità che il piano di acquisto asset  di bond (attualmente pari a 85 mld di dollari al mese) venga presto ridimensionato. L’ultimo sondaggio condotta da Bloomberg vede la Federal Reserve ridurre la quantità dei suoi acquisti di attività mensili con il cosiddetto programma di quantitative easing che potrebbe scendere a 65 miliardi dollari da ottobre (meeting del 29-30 ottobre).
Il ceo di JP Morgan, Jamie Dimon, ha avvertito ieri circa il rischio per i mercati di un aumento della volatilità finchè non ci sarà un ritorno alla normalità per i liveli dei tassi di interesse applicati dalle principali banche centrali. “Ci stiamo avvicinando a un moderato cambiamento della politica della Fed – sottolineava settimana scorsa Russ Koesterich, Global Chief Investment Strategist di BlackRock – e gli investitori dovranno prevedere qualche aumento dei livelli di volatilità”. Dalle minute dell’ultima riunione del Fomc era emersa la possibilità di un ammorbidimento del piano di allentamento quantitativo della Fed già a partire dal mese di giugno. 

Oggi le payrolls di maggio, dato positivo aumenterebbe probabilità exit strategy 
Un riscontro forse decisivo potrebbe arrivare dalla pubblicazione delle payrolls di maggio, in agenda oggi con una conferma della forza del mercato del lavoro che potrebbe indurre la Fed a mettere a freno la liquidità con cui sta inondando i mercati già questo mese (meeting del 18-19 giugno). Le stime di consensus sono di una creazione di 163 mila nuovi posti di lavoro a maggio, poco sotto i 165mila della precedente rilevazione. Il tasso di disoccupazione non dovrebbe sorprendere il mercato, mantenendosi invariato al 7,5%.