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Dollaro in calo in attesa della Fed

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In attesa del probabile via libera al tapering, gli analisti scommettono su una sforbiciata agli acquisti di asset da 85 a 75 miliardi di dollari, e di novità riguardanti la successione di Bernanke alla guida della Federal Reserve, il dollaro mette a segno una nuova seduta all’insegna della debolezza. Poco dopo la chiusura dei listini nel vecchio continente l’indice del dollaro quota a 81,159 punti dopo aver toccato ieri il livello minimo dal 21 agosto a 80,968.

Oggi nuove indicazioni ribassiste per il biglietto verde sono arrivate dai dati macro: il mese scorso l’inflazione ha evidenziato un incremento dello 0,1% congiunturale, al di sotto del +0,2% del dato precedente e delle stime degli analisti. Sotto il consenso anche dato annuo che passa dal 2 all’1,5 per cento.

Il cambio con l’euro, in scia anche del balzo ai massimi dal 2010 dell’indice tedesco Zew, sale per la seconda seduta consecutiva attestandosi a 1,3354 dollari Usa, mentre l’incrocio con la divisa nipponica segna un lieve incremento a 99,160 yen. Seduta a due velocità per l’incrocio con la divisa australiana che dopo un minimo a 0,9284 ha recuperato terreno e attualmente scambia a 0,9361 dollari Usa.

Nel corso della notte la spinta ribassista è stata innescata dalla pubblicazione delle minute dell’ultima riunione della Reserve Bank of Australia. Dai verbali è emerso che la banca centrale è intenzionata a ridurre ulteriormente il costo del denaro, attualmente al minimo storico del 2,5%, nel caso in cui le condizioni dell’economia dovessero richiederlo.