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Dollaro in calo contro sterlina, aussie e kiwi

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Prima parte di settimana con il segno meno per il biglietto verde nei cross con la sterlina, il dollaro australiano e quello neozelandese. Terza seduta con il segno più per il cable (gbp/usd) che dopo aver capitalizzato il dato relativo il Pmi servizi, salito a ottobre a 62,5 punti, oggi cresce in scia dell’andamento della produzione industriale britannica che a settembre ha messo a segno un incremento mensile dello 0,9% (consenso +0,7%).

Domani si riunisce il board della Bank of England e gli operatori sono concordi nel ritenere che confermerà il costo del denaro al minimo storico dello 0,5% e il piano di acquisto asset a 375 miliardi di sterline (con l’avvento del nuovo governatore all’interno del board della BoE è scoppiata l’unanimità sull’adeguatezza dell’attuale livello di stimoli).

L’incrocio tra la sterlina e il dollaro nelle ultime tre sedute ha evidenziato un incremento dello 0,28, dello 0,48 e dello 0,17 per cento spingendosi oggi fino a 1,6117 dollari Usa. Matteo Paganini, Chief Analyst di DailyFX.it, stima che quota 1,6115 “dovrà essere superata di circa 15 punti prima di valutare una rottura definitiva”.

Segno più anche per gli incroci con il dollaro australiano e quello neozelandese, favoriti dalle buone nuove arrivate nelle ultime settimane dal fronte macro che hanno di fatto confermato la decorrelazione tra le economie oceaniche e il resto del mondo.

Oggi l’aussie è salito fino a 0,9542 dollari Usa mentre il kiwi, il soprannome del dollaro della Nuova Zelanda, alla terza seduta consecutiva in territorio positivo si è spinto a 0,8414 usd. Nel terzo trimestre l’occupazione in Nuova Zelanda è crescita dell’1,2% trimestrale e del 2,4% annuo. La banca centrale del Paese (Rbnz, Reserve Bank of New Zealand) ha già fatto sapere che nella prima metà del 2014 sarà necessario invertire la rotta e incrementare il costo del denaro.