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Dollaro in attesa delle minute, aud/usd in direzione 0,95

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Indice del dollaro stabile a 80,181 punti in attesa della pubblicazione delle minute dell’ultimo meeting della Federal Reserve. Con il miglioramento del mercato del lavoro che non si è ancora rivelato sull’intera economia, gli analisti stimano che per il primo incremento del costo del denaro sarà necessario attendere circa un anno.

“Nonostante -ha dichiarato Annette Beacher, n.1 per la ricerca Asia-Pacifico di TD Securities- potrebbero emergere discussioni sull’eventuale necessità di rimuovere gli stimoli, la Fed non dispone di una serie di dati positivi che gli permetta di considerare la possibilità di smettere di stimolare l’economia nel 2014”. A rinforzare questa tesi c’è il fatto che “l’indice dei prezzi Pce in versione ‘core’ (quella depurata delle componenti più volatili, ndr) si conferma basso”.

Spunti interessanti arrivano dall’Australia. Nella notte l’indice di fiducia dei consumatori Westpac relativo al mese di luglio ha evidenziato un miglioramento dell’1,9%, decisamente maggiore dello 0,2% della precedente rilevazione. Calo maggiore del previsto invece per l’inflazione del primo partner commerciale della terra dei canguri, la Cina, che il mese scorso ha visto l’indice dei prezzi al consumo passare dal 2,5 al 2,3 per cento. Segno meno per i prezzi alla produzione, scesi a giugno dell’1,1%. Giornata densa di eventi quella di domani: dall’Australia arriveranno le indicazioni relative l’occupazione e le autorità cinesi diffonderanno i numeri sull’avanzo commerciale a giugno.

Lieve segno più, il quarto consecutivo, per il cambio tra il dollaro australiano e il biglietto verde che oggi si è spinto fino a 94,152 centesimi di dollaro. “Per oggi, un superamento dei recenti massimi a 0,9415 (50% di Fibonacci nella discesa dell’ultima settimana) potrebbe gettare le basi per un allungo verso 0,9450”, rileva Vincenzo Longo di IG. “Sarà questo l’ultimo ostacolo -continua l’esperto- prima che si giunga verso i massimi di inizio luglio a 0,95”.

Secondo Mark McCormick, strategist valutario del Credit Agricole, “il mix di dati cinesi e ‘decenti’ risultati dal mercato del lavoro australiano dovrebbe bastare” all’aud/usd per arrivare a 0,95. Alla luce del fatto che “il dollaro australiano si conferma una delle divise più sopravvalutate del G10”, sopra questa soglia “qualsiasi rally è destinato ad affievolirsi”.