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Dollaro consolida in attesa della Fed

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Inizio di ottava in parità per il biglietto verde. In attesa della riunione del Fomc (Federal Open Market Committee), il braccio armato della Banca centrale statunitense, e dei dati relativi l’andamento del mercato del lavoro a luglio, seduta interlocutoria per l’indice del biglietto verde che dopo il rosso di oltre un punto percentuale registrato la scorsa settimana passa di mano invariato a 81,670 punti.

Nonostante gli operatori abbiano ormai digerito la riduzione del piano di acquisto asset, che a settembre potrebbe essere ridotto da 85 a 65 miliardi di dollari, gli operatori si attendono dall’istituto guidato da Ben Bernanke un approccio “dovish” per quanto riguarda il tasso di riferimento.

In particolare, la soglia del tasso di disoccupazione che farà scattare il primo incremento dei tassi potrebbe essere abbassata oppure la Fed potrebbe decidere di proseguire con costo del denaro ai minimi storici se l’inflazione dovesse scendere ulteriormente.

Secondo i dati contenuti nel Commitments of Traders, il report settimanale preparato dalla Commodity Futures Trading Commission, le posizioni rialziste sul dollaro nella settimana al 23 luglio detenute da operatori non commerciali (hedge fund e grandi speculatori) sono scese da 29,6 a 28,7 miliardi di controvalore.

I contratti rialzisti netti (differenza tra “long” e “short”) nel cambio con l’euro sono passati da -37,2 a -27,9 mila (il segno meno indica che i contratti ribassisti hanno superato quelli rialzisti), nel caso dello yen il dato è salito da -85,8 a -87,5 mila mentre per quanto riguarda la sterlina è stato registrato un incremento da -37,4 a -49,7 mila.