Dollaro chiama Yellen, per gli analisti la Fed non si fermerà al rialzo di marzo

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Dopo tre sedute consecutive di correzione il dollaro statunitense torna a dire la sua. Con l’appuntamento Fed ormai alle porte (dopodomani), gli investitori questa mattina sono tornati a comprare il biglietto verde. Le probabilità del rialzo del costo del denaro sono ormai giunte al 100%, secondo il future sui Fed Funds, e gli investitori guardano già ben oltre mercoledì, già alla riunione di giugno che, secondo gli analisti, dovrebbe vedere l’istituto guidato da Janet Yellen procedere addirittura con il secondo aumento dei tassi in tre mesi.

Per la valuta Usa si torna a ragionare sui dati macro. Il dato di venerdì sulla variazione dei salari non agricoli è stato migliore delle attese (235mila unità), gli occupati mensili di febbraio sono aumentati più del previsto, con il tasso di disoccupazione sceso al 4,7%, senza dimenticare la dinamica salariale, salita del 2,8% su base annua, in linea con le stime.

Secondo l’Ufficio Studi Mps Capital Service “le variabili chiave in grado di spostare gli equilibri del mercato saranno le nuove stime della banca centrale Usa su crescita, occupazione e prezzi al consumo”, dati utili per poter valutare il sentiero di crescita intrapreso dai prezzi.

Con una Fed più aggressiva sul fronte rialzi da un lato e la Bce che ha fornito indicazioni in direzione opposta dall’altro, gli investitori la scorsa settimana si sono concentrati sulle indicazioni fornite da Mario Draghi in merito alla continuazione (graduale) della rimozione dell’accomodamento monetario. Le precisazioni di Draghi, relativamente all’eliminazione ai riferimenti sull’utilizzo “di tutte le misure a disposizione”, e le indiscrezioni circolate in merito alla discussione su un principio di tapering hanno contribuito a completare il quadro.

Come già fatto presente in un articolo di Borse.it di inizio anno (Con Trump e il risveglio dei falchi tedeschi si allontana l’ipotesi parità fra euro e dollaro?) la dinamica del cambio fra moneta unica europea e greenback non è più così scontata. “Sebbene dal consensus elaborato da Bloomberg si evinca come gli analisti propendano per un movimento laterale del cross, confermiamo l’ipotesi di un rialzo graduale del cambio euro/dollaro per tutto il resto dell’anno”, conclude il report.