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Dollaro cauto in attesa di Bernanke, aussie ai minimi da tre anni e mezzo

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Parità per l’indice del dollaro che si conferma a 81,115 punti in attesa di ascoltare le parole che il chairman uscente della banca centrale statunitense pronuncerà alla Brookings Institution di Washington nel corso di un intervento dal titolo “La Fed ieri, oggi e domani”.

Il dollar index, che misura le performance del biglietto verde contro un basket di valute, ha toccato un minimo intraday a 80,87 punti poco dopo la prima ondata di dati macro del giorno. Sostanzialmente in linea con le stime l’inflazione (+1,5% annuo in versione completa e +1,7% al netto delle componenti più volatili) e l’indice relativo le nuove richieste di sussidio di disoccupazione, scese da 328 a 326 mila unità.

Alle 16 è stata la volta delle indicazioni contrastanti arrivate dal manifatturiero dell’area di Philadelphia, passato da 7 a 9,4 punti (consenso 8), e dal dato relativo l’edilizia abitativa (Nahb, National Association of Home Builders), sceso da 57 a 56 punti (consenso a 58 punti).

In linea con le indicazioni arrivate ieri dal Beige book, in cui la Fed ha rilevato una crescita “moderata” con outlook positivo, anche il chairman nel corso del suo intervento dovrebbe porre l’accento sui miglioramenti registrati dalla prima economia negli ultimi mesi che hanno spinto la banca centrale a far partire il piano di riduzione degli acquisti di asset.

Giornata con il segno meno per il dollaro australiano che, penalizzato dalle indicazioni arrivate dal mercato del lavoro, ha visto il cambio con il biglietto verde scendere ai minimi dall’agosto del 2010 a 0,8776 e quello con il cugino neozelandese toccare per la prima volta dal quarto trimestre del 2005 gli 1,0558 nzd.

Nell’ultimo mese del 2013 il saldo delle buste paga in Australia è risultato negativo per 22,6 mila unità (stime + 10 mila) mentre il tasso di disoccupazione si è confermato al 5,8%. Anche alla luce del fatto che la banca centrale considera l’aussie “fastidiosamente alto”, gli operatori scommettono su un nuovo taglio del costo del denaro, attualmente fissato al minimo storico del 2,5% (il 2,25% in meno rispetto a fine 2011).

“Ormai le aspettative di un taglio dei tassi di interesse da parte della Rba (Reserve bank of Australia, ndr) diventano sempre più concrete”, rileva Vincenzo Longo di IG. “Il prossimo meeting -continua l’esperto- ci sarà il 4 febbraio e in quell’occasione i tassi potrebbero essere portati al 2,25% dal 2,5% attuale”.