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Dollaro ancora debole, la Cina pensa a riserve in euro e yen

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Sul mercato dei cambi, nuovi minimi questa mattina per il dollaro che scivola a 1,504 contro l’euro. A fare precipitare il biglietto verde le dichiarazioni di un esponente della Banca centrale della Cina che ha evidenziato l’intenzione di Pechino di incrementare la componente in euro e yen nelle sue riserve in valuta estera. Il dollaro rimarrà la principale divisa della montagna di 2.270 miliardi di dollari di riserve valutarie della Cina ma la quota di yen ed euro dovrebbe aumentare sensibilmente.


La moneta unica europea è invece invariata a 1,514 rispetto al franco svizzero, a 0,922 rispetto alla sterlina e a 137,99 rispetto allo yen.

 


La debolezza del dollaro rimane in ogni caso legata alla possibilità che i tassi americani vengano lasciati al minimo storico ancora per un periodo di tempo prolungato, incoraggiando le vendite e facendo salire l’euro ben sopra quota 1,50 dollari.


Lo scorso venerdì il direttore generale del Fondo monetario internazionale Dominique Strauss-Kahn in un intervento a Oslo ha dichiarato che la ripresa dell’economia globale potrebbe precedere l’inizio del primo semestre del 2010, mostrandosi più ottimista delle attuali stime dell’organizzazione e precisando che le ultime proiezioni del Fondo stimano una crescita globale del 3% il prossimo anno, dopo la flessione dell’1% nel 2009.


 


L’agenda economica di oggi non presenta dati particolari in grado di condizionare i mercati finanziari. Nel pomeriggio saranno rese note alcune indicazioni sull’attività manifatturiera negli Stati Uniti. In particolare il Chicago Fed Activity e l’indice della Fed di Dallas sull’attività manifatturiera.


La settimana economica vede in primo piano nella giornata di giovedì il Pil degli Stati Uniti relativo al terzo trimestre dell’anno, stimato in crescita del 3,1% rispetto all’analogo periodo del 2008 e gli ordini di beni durevoli di settembre negli Usa previsti in crescita dello 0,7%.