1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3.  ›› 

Dollaro ai massimi dal giugno del 2010, Commissione Ue taglia la view

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

In attesa che aggiornamenti macroeconomici migliori del previsto spingano la Federal Reserve ad incrementare il costo del denaro, ieri l’indice del dollaro ha aggiornato i massimi dal giugno del 2010 spingendosi fino a 87,406 punti.  Nelle ultime cinque sedute l’indice che misura le performance del biglietto verde contro un basket di valute ha guadagnato due punti percentuali grazie all’ottimismo che circonda l’andamento della prima economia.

Gli operatori scommettono che fondamentali migliori del previsto imprimano un’accelerazione al processo di  normalizzazione della politica monetaria a stelle e strisce aumentando il solco con le politiche monetarie delle altre maggiori banche centrali.

In attesa dei dati clou della settimana, quelli relativi l’andamento del mercato del lavoro ad ottobre, il cambio tra il biglietto verde e lo yen, salito ieri fino a 114,21 (massimo dal quarto trimestre 2007), consolida a 113,37. Andamento simile per l’eur/usd che dopo essersi spinto ieri fino a 1,2441 usd, livello minore dall’agosto del 2012, passa di mano a 1,2516.

Poco fa la Commissione europea ha annunciato di aver rivisto al ribasso le stime di crescita che per il 2014 passano dall’1,2 allo 0,8% e per l’anno prossimo scendono dal +1,7 al +1,1%. Peggiori anche le stime sull’inflazione, che sono state quasi dimezzate per i prossimi due anni: Bruxelles vede ora un tasso di inflazione allo 0,5% nel 2014 e allo 0,8% nel 2015.

0,8738 usd per il cambio tra il greenback e il dollaro australiano, lo 0,7% in più rispetto al dato precedente. Come previsto, la Reserve Bank of Australia ha confermato, per il 15° mese consecutivo, il costo del denaro al 2,5%. Indicazioni contrastanti dagli altri dati macro: le vendite al dettaglio hanno stupito mettendo a segno un +1,2% mensile mentre il deficit della bilancia commerciale è salito da 1,01 a 2,26 miliardi.