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Divieto delle vendite allo scoperto: la Consob decide oggi sulla proroga

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Gli operatori sono in attesa della decisione della Consob sullo short selling. Scade infatti oggi il termine del divieto di vendite allo scoperto sui titoli bancari e assicurativi introdotto dall’autorità lo scorso 23 luglio e che riguardava le vendite allo scoperto assistite dal prestito titoli (“covered”) sia quelle “nude” (ossia la vendita di titoli senza prima averli presi in prestito), già vietate da una precedente delibera datata 11 novembre 2011.
 
Il provvedimento, che inizialmente doveva rimanere in vigore per una settimana, era stato poi prorogato dalla Commissione fino alle 18 del 14 settembre, in considerazione delle “perduranti condizioni di incertezza dei mercati finanziari”.
 
Questo è l’elenco dei titoli bancari-assicurativi sui quali è stato applicato il divieto in questione: Azimut Holding, Banca Carige, Banca Finnat, Banca Generali, Banca Ifis, Banca Intermobiliare, Banca Monte Paschi Siena, Banca Popolare Emilia Romagna, Banca Popolare Etruria e Lazio, Banca Popolare Milano, Banca Popolare Sondrio, Banca Profilo, Banco di Desio e Brianza, Banco di Sardegna Risp, Banco Popolare, Cattolica Assicurazioni, Credito Artigiano, Credito Emiliano, Credito Valtellinese, Fondiaria – Sai, Generali, Intesa Sanpaolo, Mediobanca, Mediolanum, Milano Assicurazioni, Ubi Banca, Unicredit, Unipol, Vittoria Assicurazioni.
 
Le condizioni sono mutate. Ai tempi dell’entrata in vigore del divieto i mercati stavano attraversando un forte periodo di turbolenza, con la Borsa di Milano, in particolare, che aveva aggiornato i minimi storici del marzo 2009 nelle giornate del 24 e 25 luglio scorsi. Attualmente invece le acque sembrerebbero essersi placate con Piazza Affari che ha conquistato ormai la soglia dei 16 mila punti e con i recenti rally messi a segno dai titoli finanziari. Alla luce di quanto detto, ci si aspetterebbe che la Consob tenga fede al termine del 14 settembre del divieto.
 
Netta la posizione di Federconsumatori che, il giorno stesso dell’entrata in vigore del divieto, era certa che il provvedimento avrebbe fatto chiarezza sul mercato del risparmio. L’associazione aveva rimarcato come fosse indispensabile che il divieto potesse diventare stabile e permanente per “contrastare in maniera efficace le speculazioni”.