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Disposizioni Bce su NPL, Patuelli : “un macigno”. Credit Suisse avverte su banche italiane

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Francoforte ha chiesto alle banche di far salire fino al 100% gli accantonamenti sui crediti deteriorati di nuova classificazione, a partire dal prossimo anno.

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Le nuove richieste della Bce alle banche dell’Eurozona mettono sotto pressione soprattutto i titoli bancari italiani, i più sensibili alle disposizioni che riguardano gli NPL, i crediti deteriorati. Ospite di un forum all’Ansa il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, ammette:

“Avevo un ottimismo più rilevante fino a ieri l’altro”, poi “ieri mattina il mio umore è cambiato quando la Bce ha messo in consultazione un addendum che aggiunge non piccole cose, ma macigni alle ennesime regole sui crediti deteriorati”.

Il macigno Bce è arrivato di fatto ieri, confermando le indiscrezioni stampa sull’azzeramento automatico dei crediti deteriorati. Praticamente, Francoforte ha chiesto alle banche di far salire fino al 100% gli accantonamenti sui crediti deteriorati di nuova classificazione, a partire dal prossimo anno.

Le nuove istruzioni sono state aggiunte al vademecum dello scorso 20 marzo, che contiene i consigli-disposizioni che la Bce fornisce alle banche su come gestire le sofferenze.

“Molte banche hanno già fatto progressi notevoli e presentato strategie credibili su come ridurre lo stock. Tuttavia alcune banche devono migliorare ancora”.

In che modo? Le nuove istruzioni implicano la copertura totale degli NPL e dunque l’aumento degli accantonamenti sugli stessi al 100%, che deve avvenire entro due anni per i crediti deteriorati non garantiti ed entro sette anni per quelli garantiti.

Regole troppo stringenti?

Marc Chandler, responsabile globale della divisione di strategia sul forex presso Brown Brothers, nell’affrontare la questione degli NPL, ha fatto un paragone tra l’Eurozona e quanto sta accadendo negli Stati Uniti di Donald Trump:

“Mentre l’amministrazione Trump sembra impegnata ad allentare alcune regole che gravano sulle banche, e anche il modo in cui i leverage ratio vengono calcolati, l’Europa si muove nella direzione opposta, chiedendo di aumentare i cuscinetti di capitale“.

“Esiste una alternativa per le banche europee: vendere i portafogli di NPL ad altri investitori – ha continuato Chandler, incitando le autorità a facilitare la crescita di un mercato secondario per le transazioni che abbiano per oggetto i crediti deteriorati, e ricordando che nel 2016 sono stati venduti NPL per 80 miliardi di euro. “Esistono segnali che indicano un interesse di fondi stranieri per questi asset distressed. Diversi gruppi di investitori stranieri, che includono AnaCap, Bain Capital, Pimco e Fortress hanno concluso accordi per acquistare gli NPL europei”.

Il punto tuttavia, come ha spiegato un report di Credit Suisse, è che l’impatto delle nuove istruzioni della Bce si presenta “potenzialmente negativo per l’Italia”, esattamente per le seguenti ragioni:

  1. Aumento della copertura dei prestiti unlikely to pay e past due, che al momento sono pari, rispettivamente al 36% e al 26%.
  2. Potenziali ulteriori vendite di NPL a prezzi scontati (praticamente svendite, con cui le banche che smobilizzano i crediti deteriorati recuperano una minima parte di ciò a cui era ad esse dovuto), anche se a tal proposito le autorità di regolamentaziione sono fiduciose sul fatto che ciò non accadrà, in quanto ci saranno nuove regole che si applicheranno a nuovi asset non performanti. Allo stesso tempo, sottolinea Credit Suisse, “l’Italia potrebbe essere l’eccezione, in quanto la durata del processo di pignoramento spesso supera il cosiddetto calendar provisioning”.

In tutto questo, il numero uno dell’Abi Antonio Patuelli non ha nascosto la propria irritazione:

“Se non corrette” le ultime disposizioni della Bce sulla gestione delle sofferenze rischiano di avere “forti effetti negativi” soprattutto sulle Pmi, ha detto al forum dell’Ansa, sottolineando che tali istruzioni sono più una “rivoluzione che un addendum”.

E a Piazza Affari sono così continuate le vendite sui titoli delle banche italiane. Gli smobilizzi hanno colpito soprattutto Banco BPM, Bper Banca, Intesa SanPaolo, Ubi Banca.