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Disoccupazione record per la Spagna, domani nuovo piano fiscale del governo Rajoy

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Nuovi livelli record per la disoccupazione spagnola. Alla fine del primo trimestre 2013 il tasso di disoccupazione risulta del 27,16% dal 26,02% di fine 2012, superiore anche alle attese di mercato che erano di un rialzo più contenuto al 26,5% (consensus Bloomberg). I dati dell’Istituto nazionale di statistica evidenziano come il numero dei senza lavoro è salito a 6,2 milioni di persone.

L’esecutivo spagnolo guidato da Mariano Rajoy domani diffonderà il nuovo piano di consolidamento fiscale che comprenderà le nuove stime circa l’andamento dell’economia e il target di deficit con Madrid che ha preannunciato l’intenzione di concentrarsi maggiormente su misure volte a stimolare la scescita e allentare l’enfasi sull’austerity. Le autorità europee potrebbero concedere 1 o 2 anni in più al Paese per centrare il target di deficit al 3% (attualmente fissato per il 2014).
Sia il direttore generale del Fondo monetario internazionale, Christine Lagarde, sia il presidente della Commissione europea, Josè Manuel Barroso, hanno affermato che è giunto il tempo di puntare sulla crescita e la creazione di nuovi lavori per uscire dalla crisi.

Per ripresa economica bisognerà attendere il 2014
La Banca centrale spagnola ha già dato una sforbiciata alle stime di crescita: l’istituto centrale ora vede un calo del Pil nell’ordine dell’1,5% nel 2013 per poi risalire il prossimo anno (+0,6%). Il Fmi settimana scorsa ha tagliato a -1,6% la stima del pil 2013 della Spagna. Il ministro dell’economia, Luis de Guindos, ritiene che quest’anno la contrazione del Pil della Spagna sarà più marcata rispetto alle attese, con l’economia in frenata tra l’1 e l’1,5%. E per un ritorno alla crescita, anche se lieve, bisognerà attendere nel 2014.

 
Intanto sul mercato obbligazionario la Spagna continua a beneficiare dell’allentamento delle tensioni sulla crisi del debito con il rendimentodei Bonos a 10 anni sceso ieri fino al 4,215 per cento, il minimo da novembre 2011 che si confronta con il picco al 7,75% toccato all’apice della crisi lo scorso luglio.