La disoccupazione pesa sulle scelte dei giovani: in rialzo il numero dei bamboccioni

Inviato da Redazione il Gio, 27/05/2010 - 15:04
Un mercato del lavoro difficile e precario spinge sempre più giovani italiani a rimanere a casa con mamma e papà. Secondo l'ultimo rapporto Istat sulla situazione del Paese nel 2009, quasi un terzo dei 30-34enni risiede ancora in famiglia, una quota triplicata dal 1983. Ma la ragione principale non è dettata da uno spontaneo desiderio, bensì dalla "necessità di tutelarsi dal rischio di cadere in situazioni di disagio economico", viste le difficoltà ad entrare nel mercato del lavoro a seguito della crisi economica. E' infatti quella dei giovani la categoria più colpita dalla crisi in termini occupazionali: la recessione ha determinato nel corso del 2009 una significativa flessione dei giovani occupati (300mila in meno rispetto all'anno precedente), che hanno contribuito per il ben 79 per cento al calo complessivo dell'occupazione In Italia.
Ma la convivenza con i genitori diventa sempre più stretta ai "bamboccioni". "I giovani si trovano a vivere in un ruolo di dipendenza "di lunga durata", ma proprio in concomitanza con la crisi economica, e nonostante quest'ultima, cominciano a manifestare segnali di insofferenza", si legge nel rapporto Istat. Infatti, i 18-34enni indicano la scelta di restare nella famiglia solo come terza motivazione, dopo i problemi economici e la necessità di proseguire gli studi. Tra il 2003 e il 2009 la quota di chi resta in famiglia per scelta scende di ben 9 punti percentuali, soprattutto nelle zone più ricche del Paese, mentre la percentuale dei giovani che dichiara di voler uscire dalla famiglia di origine nei prossimi tre anni cresce dal 45,1 per cento del 2003 al 51,9 per cento del 2009, aumentando di più tra i 20-29enni che tra i 30-34enni.
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