1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Lavoro ›› 

Disoccupazione ai minimi a 5 anni, ma è vera gloria? 4 GRAFICI danno (in parte) ragione al Jobs Act

La disoccupazione scende ai minimi dal 2012 con balzo ad aprile degli occupati. Esultano i principali esponenti del governo e l’ex premier Renzi, difendendo gli effetti positivi del Jobs Act. …

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

Il Jobs Act torna ad animare il dibattito politico ed economico dopo l’improvviso colpo di reni del mercato del lavoro italiano. I dati Istat odierni vedono la disoccupazione scendere ai minimi dal settembre 2012 con la creazione in un solo mese di quasi 100 mila posti di lavoro. Riscontri che hanno subito attivato i commenti dei principali sostenitori del Jobs Act, a partire dall’ex premier Matteo Renzi: “I dati Istat confermano che il Jobs Act funziona: +800mila”, ha commentato il segretario del Pd sul suo profilo Twitter. Il dato di +800 mila posti è riferito all’aumento dei posti di lavoro da quando si insediò il governo Renzi. L’ex premier ha rincarato la dose con un altro tweet: “Quattro grafici che spiegano più di mille parole. Il JobsAct funziona ma bisogna fare ancora di più”, che rimanda a quanto postato da Luigi Marattin, economista all’Università di Bologna e consigliere economico della Presidenza del Consiglio.
Mattarin ha pubblicato quattro grafici (fonte Istat) in cui si analizza l’andamento del mercato del lavoro dal febbraio 2014 (insediamento del governo Renzi) ad oggi e dai quali emerge un progressivo aumento dell’occupazione negli ultimi tre anni affiancato da un parallelo calo del tasso di disoccupazione e di quella giovanile.

Dati sulla disoccupazione che hanno fatto esultare anche l’attuale premier Paolo Gentiloni (“Premiate le scelte di questi anni. Fiducia nell’Italia e impegno che continua”) e del ministro del Lavoro Giuliano Poletti (“Questi dati sono la prova migliore dell’efficacia delle politiche per il lavoro portate avanti dal governo nel corso degli ultimi tre anni”).

 

Il tasso di disoccupazione italiano rimane comunque tra i più alti d’Europa, ampiamente sopra la media dell’Unione Europea (7,8% ad aprile) e dell’area euro (9,3%, sui minimi dal 2009). Le previsioni dell’Istat diffuse settimana scorsa sono di un tasso di disoccupazione al 11,5% quest’anno dall’11,7% del 2016. Numeri che evidenziano come anche la risalita dell’occupazione in Italia sia stata più lenta rispetto a quella dell’intera Ue.

Aprile miglior mese dal 2015, ma nuovi occupati son quasi tutti over 50

Ad aprile la disoccupazione è scesa all’11,1%, livello più basso da settembre 2012. Calo della disoccupazione non dovuto principalmente all’aumento degli inattivi (che pure rimbalzano di 24 mila unità), ma principalmente a un aumento degli occupati (+94 mila unità ovvero +0,4% m/m). Si tratta del balzo dell’occupazione più marcato da agosto 2015 quando erano in vigore in forma piena gli incentivi alle assunzioni a tempo indeterminato. Fermo invece il tasso di disoccupazione giovanile (al 34%).

A frenare un po’ gli entusiasmi è lo spaccato per età, con i progressi occupazionali concentrati quasi esclusivamente tra gli ultracinquantenni (+101 mila unità). “In prospettiva, pensiamo che la disoccupazione possa mantenere un trend al ribasso – sottolinea Paolo Mameli, senior economist Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo – anche se le variazioni congiunturali continueranno ad essere molto volatili. La ragione di ciò sta nel fatto che la ripresa del ciclo economico continua (anzi è destinata a nostro avviso a guadagnare velocità nei prossimi trimestri), e le intenzioni di assunzione segnalate dalle imprese nelle indagini di fiducia, sia pure in lieve calo a maggio, restano su livelli vicini ai massimi storici”.