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Discesa petrolio farà bene a crescita globale e aumenta pressing su Bce per avvio QE

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La verticale discesa delle quotazioni del petrolio non spaventa l’economia mondiale, anzi può avere risvolti positivi. Ad esprimersi positivamente sugli effetti economici del crollo delle quotazioni del petrolio, scese nei giorni scorsi ai minimi a oltre 5 anni,.è stata oggi la direttrice generale del Fondo monetario internazionale (Fmi), Christine Lagarde. “La caduta del prezzo del petrolio è una buona notizia per l’economia mondiale”, ha rimarcato la Lagarde spiegando come prezzi più bassi del petrolio impatteranno positivamente sull’economia degli Stati Uniti e di molti altri Paesi. In particolare colossi asiatici quali Cina e India, tra i maggiori importatori di petrolio, andranno a giovarsi dei minori prezzi del petrolio. 
Ieri il future sul Wti è arrivato a scendere sotto la soglia dei 64 dollari al barile sui minimi a oltre 5 anni arrivando a segnare un -38% rispetto ai livelli di inizio anno. 

Tonfo petrolio chiama la Bce a varare QE contro deflazione 
L’impatto del tonfo dei prezzi del petrolio si vedrà anche in termini di ulteriore discesa dell’inflazione. Per quanto concerne l’eurozona nel breve termine l’indice dei prezzi al consumo dovrebbe andare in negativo (a novembre l’inflazione preliminare ha evidenziato un +0,3% annuo). Gli analisti di Societe Generale  vedono l’inflazione media pari allo 0,2% nel 2015 dal +0,7% precedentemente stimato, mentre nel 2016 dovrebbe risalire in area 1% (da 1,1% precedente). Un’inflazione negativa nel breve termine aumenta il pressing sulla Bce per ulteriori misure volte a contrastare la deflazione.  “La Bce  prenderà sempre più sul serio l’opzione QE – rimarca il report odierno di SocGen –  e si rinforza quindi la possibilità di un avvio degli acquisti di titoli di Stato nel primo trimestre del 2015″. 
Societe Generale vede le quotazioni del Brent mantenersi a 70 dollari al barile sia nel 2015 che nel 2016 rispetto ai 90 dollari precedentemente indicati. 

Chi vince e chi perde con un mini-petrolio 
I bassi prezzi del petrolio vanno inevitabilmente a danneggiare i Paesi esportatori, mentre sono di aiuto per quelli importatori di petrolio, in particolare per quelli alle prese con cronici problemi di inflazione elevata. Se da un lato il petrolio più a buon mercato va e penalizzare non  poco le grandi nazioni produttrici di petrolio – come la Russia e il Venezuela – dall’altro si traduce in “una manna” per i Paesi che importano una quantità significativa di petrolio, tra cui molti paesi in Asia. Tra  i maggiori beneficiari c’è l’India che importa circa l’85% del suo petrolio. I bassi prezzi del petrolio aiutano anche a diminuire l’elevata inflazione che caratterizza l’India così come altre realtà quali la Turchia