1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Indici e quotazioni ›› 

La discesa del Pil fa tremare Piazza Affari, Ftse Mib chiude con un tonfo di oltre il 3,5%

QUOTAZIONI Fiat Chrysler Automobiles
FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

E’ un giovedì nero per Piazza Affari con l’indice Ftse Mib che ha chiuso con un tonfo del 3,61% a 20.419 punti, livello minimo da quasi due mesi. A pesare sul listino milanese la discesa a sorpresa del Pil italiano nel primo trimestre del 2014, che ha mostrato una contrazione dello 0,1% rispetto agli ultimi tre mesi dello scorso anno. Il dato ha sorpreso il mercato visto che gli analisti avevano previsto un Pil in espansione dello 0,2%. A Piazza Affari le vendite non hanno risparmiato nessun comparto, ma si sono abbattute con vigore sul comparto bancario che ha pagato la repentina risalita dello spread Btp-Bund. Il differenziale è volato oltre 180 punti base, ben 30 punti base in più dei 152 punti base della prima parte di seduta. Il rendimento del bond decennale italiano, che fino a metà giornata era pari al 2,98%, si è portato ben oltre la soglia del 3%.

Forti vendite sul comparto bancario: Banco Popolare ha ceduto il 5,80% a 11,84 euro, Montepaschi il 6,45% a 21,88 euro, Popolare di Milano il 6,83% a 0,552 euro, Ubi Banca il 7,74% a 5,78 euro, Unicredit il 5,66% a 5,83 euro, Mediobanca il 4,36% a 6,58 euro. Intesa SanPaolo (-6,22% a 2,20 euro) non ha sfruttato i conti del primo trimestre chiuso con un utile netto in crescita del 64,4% a 503 milioni di euro, il più elevato degli ultimi otto trimestri, contro i 306 milioni dello stesso periodo dello scorso anno. Ancora un tonfo per Mediaset (-8,54% a 3,17 euro) che ha risentito di nuovo dei conti del primo trimestre, chiuso con una perdita di 12,5 milioni di euro rispetto all’utile di 9,3 milioni registrato nello stesso periodo dello scorso anno. Fiat (-3,64% a 7,13 euro) ha risentito della conferma del giudizio sell da parte di Citigroup. Per il broker Usa il problema più grande per il Lingotto riguarda l’accumulo del debito e l’ammontare degli investimenti richiesti quest’anno per raggiungere gli obiettivi al 2018.