Dipendenti statali in pensione a 65 anni dal 2012

Inviato da Redazione il Ven, 11/06/2010 - 10:34
Il monito inviato una settimana fa dalla Commissione europea all'Italia non è rimasto inascoltato. In tempi ridottissimi il Consiglio dei Ministri ha infatti dato il via libera all'equiparazione dell'età delle pensioni di vecchiaia tra uomini e donne nel pubblico impiego. La misura, resa necessaria per ottemperare a una richiesta arrivata da Bruxelles, sancita a sua volta dalla Corte di Giustizia dell'Unione Europea, prevede l'innalzamento a 65 anni dell'età pensionabile per le dipendenti pubbliche, a partire dal primo gennaio 2012 (il requisito attuale è di 61 anni). Una riforma che sarà introdotta tramite un emendamento al decreto legge (n.78 del 2010) contenente le misure della manovra economica. Tra le norme, esiste anche la cosiddetta "clausola di garanzia", in base alla quale le dipendenti della pubblica amministrazione che compiono 61 anni entro il 31 dicembre 2011 possono decidere di andare in pensione di vecchiaia prima dell'entrata in vigore dell'adeguamento a 65 anni.
La nuova normativa dovrebbe garantire risparmi aggiuntivi, cumulati fino al 2019, pari a 1,45 miliardi di euro. "I risparmi derivanti da questa misura - recita una nota del CdM - confluiranno nel fondo strategico per il Paese a sostegno dell'economia reale, istituito presso la presidenza del Consiglio dei Ministri, e finanzieranno interventi dedicati a politiche sociali e familiari".
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