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A. Diodovich: Petrolio, attenzione alla resistenza a 98,28 dollari

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Settimana altalenante per le quotazioni del greggio. Dopo la fase di consolidamento in attesa dell’intervento del n.1 della Fed da Jackson Hole, gli acquisti in chiusura di ottava hanno permesso al Wti di terminare a 96,6 dollari al barile ed al Brent di riportarsi a 114,5 dollari.

Per quanto riguarda il benchmark statunitense, che ha terminato la settimana sostanzialmente invariato, “a deprimere le quotazioni ci ha pensato il dato sulle scorte di greggio statunitensi -si legge nel Commodities Focus di IG Markets Italia preparato da Filippo A. Diodovich- che ha evidenziato una crescita di 3,78 milioni di barili rispetto alla scorsa settimana”.

Per quanto riguarda le prossime sedute, “discese fino sul supporto a 93,50 sono compatibili con l’ipotesi di realizzazione di un nuovo segmento rialzista fino 99,34, ultimo dei ritracciamenti di Fibonacci della discesa dai picchi annuali, e 103,20. Conferme per tali aspettative rialziste arriveranno solamente con una perentoria vittoria della resistenza a 98,28. Indicazioni negative giungeranno invece con il cedimento di 93,50, preludio a una flessione fino sui sostegni in area 90”.

Massimi da cinque mesi invece per le quotazioni dell’oro. Nonostante il mancato annuncio di nuove misure di stimolo, le quotazioni del metallo giallo hanno chiuso la settimana in quota 1.688 dollari l’oncia, il livello maggiore da fine marzo.

La spinta rialzista è attribuibile alla convinzione che la Fed, in linea con le minute dell’ultima riunione, sarà presto o tardi costretta ad approvare un nuovo piano di allentamento quantitativo. Secondo Diodovich il superamento della resistenza a 1.682 dollari “apre le porte ad un’ascesa fino a 1.699 e 1.704”.