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Dilemma tassi per la Fed, grafico dot plot indirizzerà dollaro e mercati

Forte attesa per il meeting Fed di questa settimana. Sguardo rivolto al grafico dot plot che darà maggiore evidenza sulla possibilità o meno di un nuovo rialzo entro fine anno

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E’ iniziata la settimana che porterà mercoledì sera all’annuncio di politica monetaria da parte della Federal Reserve (Fed). Nessuna sorpresa appare all’orizzonte con tassi di interesse che rimarranno fermi anche questo mese, ma il mercato guarda con crescente attenzione alla possibilità di un ulteriore aumento dei tassi entro fine anno e al fatto che il board della banca centrale statunitense annunci l’inizio di una riduzione del bilancio, attualmente di 4.500 miliardi di dollari.

Riduzione bilancio, dot plot e previsioni su inflazione e Pil

Dando quindi per scontato che la Fed non alzerà i tassi d’interesse, sarà interessante valutare le indicazioni che arriveranno circa le prossime mosse in arrivo. Indizi importanti arriveranno dalle nuove previsioni su inflazione e PIL, in particolare la prima che ad agosto ha ripreso ad accelerare. Occhi puntati poi sul grafico dot plot che indica le proiezioni sull’evoluzione dei tassi secondo ogni membro del Comitato.

Le ultime previsioni dot plot incorporavano ancora una possibilità al 70% di un ulteriore rialzo dei tassi entro fine anno, mentre attualmente il mercato ritiene tale opzione decisamente meno probabile.
Se la Fed dovesse rimuovere il terzo rialzo per quest’anno il dollaro ne risentirebbe – rimarca la Forex Flash di Intesa Sanpaolo – . Dovrebbe tuttavia trattarsi di una debolezza transitoria. Se al contrario la Fed dovesse mantenere il rialzo di fine anno, il dollaro dovrebbe beneficiarne: il beneficio potrebbe tuttavia essere modesto nel caso in cui la Fed spiegasse che i rischi intorno alla previsione centrale sono verso il basso”.  Dollaro che nelle scorse settimane ha aggiornato più volte i minimi da gennaio 2016 contro l’euro.

I fondamentali spingono verso un nuovo rialzo

I recenti commenti da parte di vari membri del Federal Open Market Committee (FOMC) evidenziano una certa diversità di vedute all’interno della Fed. “Dopo 9 anni di espansione dell’economia statunitense, l’inflazione non solo non ha conosciuto un’accelerazione ma, nonostante la solida crescita economica, ha recentemente deluso le aspettative, facendo emergere le tensioni che si riscontrano sul mercato del lavoro”, commenta Franck Dixmier, Global Head of Fixed Income di AllianzGI.

“Nonostante questo scenario incerto – prosegue Dixmier – la conferenza stampa del 20 settembre potrebbe fornire alla FED l’opportunità di confermare l’impegno al rialzo dei tassi e al mantenimento della sua strategia. In termini di fondamentali, il rafforzamento dell’economia statunitense e la condizione del mercato del lavoro rendono più probabile una futura accelerazione dell’inflazione e quindi dovrebbero giustificare un preventivo rialzo dei tassi”. L’esperto di AllianzGI vede una FED con toni leggermente meno prudendi di quanto i mercati si aspettano.