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Diktat Bce: azzeramento automatico crediti deteriorati, nuova sfida per banche italiane

Si tratta di linee guida che diventeranno operative a partire dal prossimo anno e che renderanno automatiche le svalutazioni di quei crediti deteriorati.

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Crediti deteriorati: dal 1° gennaio del 2018 cambia tutto. E’ quanto riporta un articolo de Il Sole 24 Ore, parlando delle novità sulla gestione delle sofferenze contenute in un documento della Bce. Si tratta di linee guida che diventeranno operative a partire dal prossimo anno e che renderanno automatiche le svalutazioni di quei crediti deteriorati, NPL, che pesano sui bilanci degli istituti e che si confermano spina nel fianco soprattutto dell’Italia.

Dopo sette anni, scrive Il Sole, un credito deteriorato secured andrà azzerato, nonostante la presenza di garanzie. Riguardo invece alle sofferenze non garantite, le unsecured, “basteranno due soli anni di permanenza alla voce NPL per richiedere accantonamenti integrali”.

Regole dunque più severe da parte della Bce, che si applicheranno a tutti gli istituti di credito su cui Francoforte esercita la propria vigilanza.

Per quelle banche italiane che si stanno focalizzando sulla pulizia dei bilanci, la notizia rischia di complicare la situazione, mettendo fretta praticamente all’iter di cessione di sofferenze che stanno già percorrendo. Il problema è che il mercato degli NPL è ancora caratterizzato da troppi venditori e pochi acquirenti, con un potere contrattuale detenuto soprattutto dai secondi. Per la fretta di vendere i crediti deteriorati, si corre così il rischio di attuare non tanto una cessione, quanto una svendita.

La nota positiva è che le nuove norme dovrebbero essere applicate solo ai nuovi crediti deteriorati a partire dal 2018, “sancendo nei fatti – scrive il quotidiano finanziario – una moratoria sullo stock da 263 miliardi lordi di unlikely to pay e sofferenze che al 31 marzo faceva capo alle banche italiane, con una copertura media del 48,5%”.

Giovanni Razzoli di Equita Sim “esclude per esempio impatti sul patrimonio di vigilanza delle banche, anche se la ridotta flessibilità in capo alle banche di gestire le ‘coperture ‘potrebbe compromettere in parte la riduzione del costo del credito a medio termine”, frenando la ripresa del Rote di settore, che al momento è stimato in crescita dal 2 al 7,5% di qui al 2019″.

Con l’introduzione della normativa, certo è che, scrive Equita Sim, “aumenta in modo significativo l’incentivo ad accelerare lo smaltimento dello stock di NPL, soprattutto unsecured, specie attraverso cessioni”.

Le linee guida non saranno vincolanti, ma costringeranno comunque le banche a motivare eventuali scostamenti e implicherà una revisione delle “politiche sugli accantonamenti già nel breve periodo”.