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‘La situazione è grave’. Il dietrofront di Savona che ora appoggia Conte su dialogo franco con UE

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La strategia di una sfida frontale all’UE non sta dando i suoi frutti e il suo stesso fautore, il ministro per gli Affari europei Paolo Savona, inizia a rivedere la sua posizione. Nell’ultimo consiglio dei ministri il professore si è sbilanciato affermando che “la situazione ora è grave”, riferendosi alla dura posizione mantenuta dall’Ue sulla Manovra 2019 e il conseguente rischio concreto di apertura di una procedura di infrazione contro l’Italia.

 

Il ministro gli eventi stanno smentendo la sua teoria che Bruxelles alla lunga avrebbe dato credito all’Italia avallando la Manovra. Stando a quanto riferito oggi da Il Corriere della Sera, ora Savona ritiene che è arrivato il momento di cambiare tattica e scendere a compromessi con l’Europa. Pertanto ieri ha voluto associarsi al premier Giuseppe Conte nel tentativo di ‘dialogo franco’ con Juncker.

 

Il d-day (21 novembre) si avvicina

Un nuovo incontro tra il premier e Juncker è stato più volte preannunciato dal governo, ma al momento non c’è certezza che avvenga in tempi brevi e il 21 novembre è ormai alle porte con la Commissione europea che si esprimerà sul documento programmatico di bilancio rivisto e inviato dall’Italia, senza modifiche sostanziali e confermando tutte le stime su crescita e deficit. A meno di ripensamenti o sorprese dell’ultima ora, Bruxelles si appresta ad aprire una procedura per deficit eccessivo legata al debito, una prima assoluta da quando c’è l’UE.

 

Le parole di Paolo Savona arrivano al termine di una settimana in cui Austria e Olanda hanno attaccato l’Italia sottolineando come il budget proposto dal governo giallo-verde porta a una violazione del Patto di stabilità e crescita. Anche il presidente della Bce, Mario Draghi, è tornato ieri sull’argomento avvisando i Paesi ad alto debito a non aumentarlo ulteriormente, con l’aumento dello spread che è “causato dalla messa in discussione delle regole europee”.

Accordo su euro-budget tra Francia e Germania, l’Italia trema

 

Ieri sera è infine arrivato l’accordo franco-tedesco sul futuro Bilancio dell’eurozona. Berlino ha accettato la proposta di Emmanuel Macron di dare vita ad un Fondo Europeo ad hoc volto a garantire la stabilità dei paesi aderenti all’euro. Il Fondo, che dovrebbe essere approvato dalla prossima riunione dell’Eurogruppo in agenda lunedì, sosterrà investimenti e riforme a disposizione solo dei Paesi dell’area euro che presentano conti pubblici dentro i parametri concordati con Bruxelles. Se così fosse, l’Italia rischia di essere tra i paesi che non potranno attingere a tali risorse se confermerà la strada intrapresa di non rispettare i vincoli di bilancio imposti dal patto di Stabilità.