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Dietro il boom dei Bot anche lo spettro di una correzione azionaria

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Ritorno al passato per il mercato obbligazionario. Protagonisti i Bot, da anni dimenticati dai risparmiatori attratti da rendimenti più allettanti. Proprio i rendimenti potrebbero però condurre a un ritorno d’interesse per i campioni incontrastati del risparmio italiano a cavallo tra anni ’70 e ’80.


I Bot trimestrali con scadenza 15/05/2007 sono stati collocati oggi a 99,098, con un rendimento semplice del 3,682% (+0,073 punti rispetto all’asta precedente) portandosi ai massimi dal settembre 2001, così come hanno fatto i buoni annuali con scadenza 15 febbraio 2008, collocati a 96,18, con un rendimento del 3,916%. Interessanti anche i dati sulla richiesta. Per i trimestrali il rapporto tra domanda e offerta è risultato pari a 1,75 dal precedente 1,67, mentre per il Bot a 12 mesi il rapporto di copertura è moderatamente sceso da 1,54 a 1,51.

Una preferenza per il breve e brevissimo termine che è la molla che sta muovendo gli acquisti della clientela privata e istituzionale. Ne è convinta Barbara Giani, gestore di Banca MB, secondo cui “con i rendimenti attuali, che sono previsti peraltro in salita, vedremo la domanda aumentare sia da parte degli istituzionali, in attesa dell’emergere di una tendenza, che dai privati”. Determinante in questo senso sarà il proseguimento della manovra della Bce (prossimo appuntamento a inizio marzo), che dovrebbe portare, secondo il gestore, a un aumento del fenomeno dell’appetito per i prodotti a brevissima scadenza. Gli investitori istituzionali, spostando il loro orizzonte maggiormente sul breve termine, riducono il rischio di subire delle penalizzazioni in conto capitale da una riduzione dei corsi successiva a un ulteriore eventuale inasprimento monetario nell’area euro. Ma c’è anche chi come Angelo Drusiani, responsabile delle gestioni per Albertini Syz, oltre a condividere la tesi della scelta strategica dell’investimento in Bot, arriva a delineare anche l’ipotesi di un investimento tattico. “L’investimento in Bot è, escludendo impieghi della tesoreria, temporaneo, in attesa di destinare i fondi verso altri investimenti”, ha spiegato Drusiani, sottolineando anche l’eventualità che in questo caso si possa assistere a un parcheggio della liquidità nei Bot da parte degli istituzionali, in attesa di una correzione dei mercati azionari, per poi tornare a comprare equity a consolidamento avvenuto.


Un’altra ipotesi che nelle ultime settimane è stata fatta per spiegare i rendimenti delle emissioni di Bot riguarda le speculazioni circa modifiche all’assetto fiscale. Anche in questo caso è Drusiani a smontare la tesi, chiarendo l’assenza di qualsiasi interesse da parte degli istituzionali per operazioni di questo tipo: “Per i lordisti – spiega – qualunque intervento non ha effetto, perchè questi sono tassati sul bilancio”


Il controvalore dei Buoni venduti oggi dal Tesoro era pari a complessivi 10 miliardi di euro. Mercoledì è in programma una nuova asta per un controvalore di 5 miliardi.
(notizia aggiornata alle ore 17.35)