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Dieselgate Volkswagen: lo scandalo si allarga alle emissioni CO2, a rischio anche i veicoli a benzina

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Il Dieselgate si arricchisce di un nuovo capitolo: ci sarebbero irregolarità non solo sulle emissioni di monossido di azoto, come finora riscontrato, ma anche su quelle di anidride carbonica (CO2). Coinvolte 800mila auto del gruppo Volkswagen non solo con motore diesel. Lo ha fatto sapere la stessa casa automobilistica di Wolfsburg, in una nota diffusa ieri sera. La notizia affossa nuovamente l’azione, già pesantemente colpita dalle vendite ieri in seguito alle nuove accuse da parte dell’Epa: nei primi minuti di contrattazione a Francoforte il titolo Volkswagen segna un ribasso di circa 9 punti percentuali, pesando sull’intero listino tedesco e l’intero comparto auto in Europa. 
Livelli di CO2 irregolari, per la prima volta coinvolti anche i motori a benzina
E’ stata la stessa Volkswagen a rilevarlo: “Nel corso delle indagini interne in corso, sono emerse irregolarità nella determinazione dei valori delle emissioni di CO2 per l’omologazione dei veicoli”, ha annunciato il gruppo tedesco. In particolare è stato rilevato che “i livelli di CO2 e quindi i dati relativi al consumo di carburante per alcuni modelli sono stati fissati a un livello troppo basso durante il processo di certificazione”. Le nuove violazioni riguarderebbero 800mila vetture del gruppo Volkswagen, la maggior parte dei quali con motori diesel. Ciò non esclude quindi, che le irregolarità coinvolgano per la prima volta anche i motori a benzina. 
2 miliardi i rischi economici stimati, Consiglio di sorveglianza preoccupato
E’ ancora presto per quantificare il danno economico potenziale di questo nuovo fronte del Dieselgate, ma Volkswagen ha stimato in via preliminare rischi economici per circa 2 miliardi di euro. Il consiglio di sorveglianza del gruppo automobilistico ha ammesso di vedere “con costernazione e preoccupazione” la nuova dimensione raggiunta dal Dieselgate, mentre il consiglio di amministrazione ha fatto sapere che inizierà immediatamente un dialogo con i responsabili delle agenzie di omologazione per quanto riguarda le conseguenze di questi risultati. “Il Consiglio di amministrazione di Volkswagen esprime profondo rammarico per questa situazione e vuole sottolineare la sua determinazione a proseguire sistematicamente lungo l’attuale percorso di chiarificazione e trasparenza”, ha detto il neo amministratore delegato, Matthias Muller. La casa tedesca ha comunque rassicurato i clienti sul fatto che “la sicurezza dei veicoli non è in alcun modo compromessa”. 
In attesa di sviluppi su queste nuove tegole (anche la nuova accusa da parte dell’Epa su Porsche e Audi), si sollevano preoccupazioni per le conseguenze in casa Volkswagen, dopo che lo scandalo sulle emissioni truccate sui motori diesel, scoppiato a fine settembre, è già costato il posto all’ex amministratore delegato, Martin Winterkorn, ha causato la prima perdita trimestrale negli ultimi 15 anni per il gruppo, un crollo senza precedenti del titolo in Borsa e portato ad accantonamenti miliardari (6,7 miliardi) in vista dei costi per il richiamo e delle cause legali.