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Dibattito aperto su commissioni e performance dei fondi (Fondionline.it) -1

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La trasparenza nella comunicazione dei costi totali derivanti dall’investimento in fondi divide gli Usa dall’Europa. L’impatto delle commissioni e delle spese sul rendimento reale offerto dai fondi comuni di investimento è uno degli aspetti più dibattuti nel mondo del risparmio gestito. La discussione ruota intorno a due questioni fondamentali: i fondi che presentano un Ter (total expanse ratio) superiore alla media presentano migliori performance, e sono pertanto capaci di compensare i propri sottoscrittori per i maggiori costi sostenuti? I fondi con un Ter più basso della media hanno maggiori probabilità di fare meglio dei propri competitors?
Un recente report curato dagli analisti di Lipper offre un’analisi quantitativa esaustiva, riportando un elevato numero di esempi per le singole categorie di strumenti. Prima di analizzare una parte di questi dati, è opportuno chiarire alcuni punti necessari per individuare il contesto in cui ci muoviamo. In primo luogo, è importante sottolineare che le commissioni di gestione -pur rappresentando una parte importante dei costi che vengono caricati al sottoscrittore di un fondo – non sono gli unici costi affrontati dagli investitori. Esistono costi legali e di auditing che vanno ad incidere direttamente sul valore liquidativo del fondo, e che pertanto influenzano direttamente la performance offerta dallo strumento. Il vantaggio offerto dal Ter (indicatore principe nei mercati anglosassoni) consiste proprio nella capacità di inglobare tutti i costi. (continua)