Dexia crolla in Borsa: board chiede nuove misure per risolvere problemi strutturali. Spunta ipotesi smantellamento

Inviato da Daniela La Cava il Mar, 04/10/2011 - 11:00
Quotazione: DEXIA

Dexia è nella bufera fuori e dentro la Borsa. Quando è trascorsa più di un'ora dall'avvio delle contrattazioni il titolo dell'istituto bancario franco-belga cede circa il 22% a 1,01 euro per azione. Ha tuttavia recuperato terreno rispetto all'avvio di contrattazioni quando l'azione è arrivata a perdere oltre il 30%, precipitando sui minimi storici.

Board di emergenza

Ieri sera il consiglio di amministrazione ha convocato una riunione d'emergenza, durata diverse ore, in cui ha aperto la strada a nuove cessioni e alleanze per risolvere i "problemi strutturali" che gravano e penalizzano le attività operative della società. Un annuncio che lascia intravedere, secondo quanto riportato dalla stampa internazionale,  il rischio di uno smantellamento del gruppo bancario franco-belga.  Non è la prima volta che il gruppo si trova in difficoltà, ma se questa ipotesi venisse confermata, rappresenterebbe un nuovo macigno per il sistema finanziario del Vecchio continente.
 
"Il peggioramento della crisi del debito sovrano in Europa e le tensioni sul mercato interbancario - si legge nella nota diffusa ieri sera - hanno spinto Dexia ad accelerare sul piano di ristrutturazione. Ma alla luce dello scenario attuale l'entità del portafoglio degli attivi non strategici impatta strutturalmente sul gruppo".  "E' per questa ragione che - prosegue la nota - il board ha domandato al ceo Pierre Mariani di preparare le misure necessarie per risolvere i problemi strutturali che penalizzano le attività del gruppo, e aprire la strada a nuove prospettive per le filiali francesi e belga".
Secondo quanto riportato dal "Financial Times", che cita fonti vicine alla situazione, potrebbe essere valutata la creazione di una bad bank in cui far convergere i titoli cosiddetti tossici. L'esposizione alla Grecia pesa come un macigno su Dexia. A fine giugno la società possedeva 1,8 miliardi di euro di titoli di Stato greci con scadenza prima del 31 dicembre 2020 e ha registrato una svalutazione pari a 377 milioni di euro pre-tasse.

E Belgio e Francia non si tirano indietro e annunciano che garantiranno i finanziamenti a Dexia. E' quanto si apprende in un comunicato congiunto diffuso questa mattina dai ministeri delle Finanze dei due Paesi. "Nel quadro di ristrutturazione di Dexia, il Governo belga e quello francese, in collegamento con le  banche centrali, adotteranno tutte le misure necessarie per tutelare i creditori e dei correntisti di Dexia".

"Data l'alta esposizione ai titoli Grecia e il suo profilo in termini di raccolta, non saremmo sorpresi dal fatto che Dexia ricorra agli aiuti di stato", rimarcano gli analisti di Ubs che mantengono la raccomandazione "neutral" sul titolo, ma riducono il target price da 1,90 a 1,30 euro.

Possibile bocciatura in vista da parte di Moody's
Ieri gli analisti di Moody's hanno annunciato di avere messo sotto osservazione i rating dell'istituto bancario europeo per un possibile downgrade. "La possibile revisione al ribasso dei rating di Dexia è guidata dai timori di Moody's di un ulteriore deterioramento della liquidità del gruppo alla luce del peggioramento delle condizioni di raccolta nel mercato", precisa l'agenzia di rating Usa.
 
(Notizia aggiornata alle 11.30)
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