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Derivati al galoppo a 516 mila miliardi $ nel primo semestre 2007

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Il tasso di crescita più alto negli ultimi nove anni. I derivati arrivano a quota 516 mila miliardi di dollari nella prima metà del 2007. Lo ha reso noto la Bank for International Settlements, istituzione che monìtora i mercati e le banche, specificando che lo sviluppo dei derivati è trainato dai cosiddetti credit-default swaps, ossia strumenti che proteggono gli investitori dai rischi di fallimento, in espansione del 49% a 43 mila miliardi. Nel report di ieri, stilato tenendo conto degli scambi over-the-counter, la banca svizzera con sede a Basilea fa sapere che gli altri derivati relativi a debiti, valute, commodities, azioni e tassi di interesse sono cresciuti del 25% negli ultimi sei mesi. La speculazione tramite i credit swap è stata avviata dal susseguirsi di fallimenti registrati negli Stati Uniti in seguito al terremoto dei subprime. L’indice di New York sui credit-default swaps ha triplicato il valore dallo scorso febbraio confermando la preferenza degli investitori per questo strumento, che rappresenta l’88% dei derivati sui crediti. I derivati sui tassi di interesse, che restano i padroni nel mercato, hanno guadagnato il 19% a 347 mila miliardi. Gli swap legati alla valuta rappresentano il 79% del mercato dei derivati sui tassi di interesse. Crescono anche gli strumenti sulle monete estere, +21% a 49 mila miliardi, trascinati dal dollaro debole. Il mercato azionario dei derivati si sviluppa invece del 23% sino 9 mila miliardi, in particolare in America Latina, mentre il Giappone registra l’incremento più striminzito. L’indice sul Nikkei è aumentato del 4,8 percento mentre il Latin America Index del 25.