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Denaro sulle banche e Luxottica, giu’ Italcementi e Fiat

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Dell’arretramento delle quotazioni del greggio non hanno affatto risentito i titoli petroliferi Eni (+0,88%) e Saipem (+2,28%) e quest’ultima in particolar modo. La società di servizi petroliferi ha potuto contare nel corso della sessione anche del buon giudizio di una prestigiosa casa d’affari: gli analisti di Morgan Stanley hanno confermato “overweight” ma hanno nel contempo alzato il prezzo obiettivo da 15,7 a 20 euro. Tra i titoli campioni di incasso si sono messe in luce le banche Capitalia (+2,92%), Unicredit (+3,58%), Popolare Verona e Novara (+3,86%) e Intesa (+2,72%). Non a caso è fresco di giornata un report firmato Credit Suisse First Boston, dove è stata avviata la copertura sulle banche italiane e dove si dice che tra le preferite ci sono SanPaolo Imi, Bpvn e Capitalia, tutte e tre bollate con rating “outperform”. Bilancio di seduta di tutto rispetto anche per Luxottica Group (+3,61%), mentre il mercato guarda già con ottimismo ai risultati sulle vendite sui quali si alzerà il velo il 31 gennaio. In calendario per il 31 gennaio anche i risultati sulle vendite di Bulgari. Ma l’azione in Borsa si è lasciata contagiare dal rosso (-1,89%), dopo i recenti rialzi. Non è bastato a tirare su di morale il titolo nemmeno il report uscito da Societe Generale, che ha alzato il rating sulla maison romana da “hold” a “buy” e il target price da 9,7 a 11,5 euro. La pecora nera dell’S&P/Mib è stata Italcementi (-2,43%), azione che, dopo gli ingenti guadagni degli ultimi giorni ed anche di inizio giornata, che l’hanno spinta in mattinata al nuovo record storico intraday (16,23 euro), è stata messa al tappeto dalle prese di profitto. Segno meno anche per Fiat (-1,13%), sebbene l’azione, in corrispondenza delle parole dell’amministratore delegato, Sergio Marchionne, avesse schiacciato il piede sull’acceleratore. Tra le numerose affermazioni fatte dal timoniere del gruppo torinese, ce n’è stata una riguardante la possibilità di un’uscita delle altre banche dal capitale della società torinese, dopo che già Mps e SanPaolo la settimana scorsa hanno dato forfait. Possibilità esclusa da Marchionne, il quale ha dichiarato a margine di un convegno di non attendersi “uscite clamorose” degli istituti finanziari. “Le banche”, ha affermato l’a.d. di Fiat, “hanno confermato il tipo di discorso fatto da Capitalia, vale a dire il loro impegno con la Fiat”.