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Delusione Morgan Stanley: i conti in rosso del terzo trimestre spiazzano gli analisti

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Bank of America e Goldman Sachs hanno raccontato un’altra storia. Con Morgan Stanley si volta pagina. La banca d’affari americana delude le attese e, tenendo conto delle poste straordinarie, finisce in rosso nel terzo trimestre del 2010. L’istituto ha riportato un utile adjusted di 313 milioni di dollari (5 centesimi per azione), in decisa frenata rispetto ai 936 milioni (50 centesimi) dello stesso periodo dello scorso anno. Il risultato è peggiore delle attese degli analisti che indicavano un eps di 15 centesimi.

 

In discesa anche i ricavi, che si sono attestati a 6,8 miliardi dai precedenti 8,5 miliardi. Tenendo conto delle poste straordinarie, compresa una svalutazione per 229 milioni legata alla cessazione del business di Revel Entertainment Group, Morgan Stanley ha riportato nel terzo trimestre una perdita 91 milioni di dollari, pari a -7 centesimi per azione. 

 

Nel trimestre le spese legate alle retribuzioni e ai bonus sono scese a 3,7 miliardi da 4,9 miliardi un anno fa mentre le spese esclusa la voce stipendi sono aumentate a 2,3 miliardi da 2,1 un anno fa. Secondo quanto reso noto dalla società, nel trimestre i ricavi della divisione investment banking sono stati pari a 1 miliardo e la banca si è classificata al primo posto come Ipo globali, al secondo come operazioni di M&A portate a termine, al terzo come m&a annunciate e come global equity.

 

I ricavi della divisione di trading sono stati pari a 1,4 miliardi mentre la divisione Global Wealth Management ha generato ricavi per 3,1 miliardi. Gli asset totali sotto gestione erano pari alla fine del trimestre a 1600 miliardi di dollari con un aumento netto dei nuovi asset nel trimestre pari a 5 miliardi. “Sebbene abbiamo realizzato ulteriori progressi nelle nostre divisioni chiave in questo trimestre – ha dichiarato il ceo James P. Gorman – i nostri risultati chiaramente non riflettono adeguatamente il nostro vero potenziale e io non sono soddisfatto per la nostra performance complessiva”.