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Deloitte & Touche: Fabio Pompei nuovo Amministratore Delegato Italia

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I primi nove mesi dell’anno si sono chiusi per credem con un utile ante imposte a 215,9 milioni di euro, +41,4% rispetto ai 152,7 milioni di euro nello stesso periodo del 2016. L’utile netto consolidato è pari a 146,5 milioni di euro, in crescita del 42,1% rispetto ai 103,1 milioni di euro dello stesso periodo del 2016. Il margine di intermediazione è in crescita del 6,3% a/a e si attesta a 850,6 milioni di euro rispetto agli 800,4 milioni di euro a fine settembre 2016.

La raccolta complessiva dalla clientela è cresciuta del 7,1% a 65,6 miliardi di euro (+4,3 miliardi di euro in valore assoluto), mentre il numero dei nuovi clienti è aumentato di 76mila unità. Le sofferenze nette sugli impieghi netti sono pari all’1,43% rispetto all’1,65% dello stesso periodo del 2016, un livello “significativamente inferiore alla media di sistema”, rimarca l’istituto emiliano. La percentuale di copertura dei crediti in sofferenza è del 60,9% dal 59,6% a fine 2016. I crediti problematici totali netti ammontano a 782,8 milioni di euro rispetto agli 832,8 milioni di euro dello stesso periodo dell’anno precedente.

Le sofferenze nette su impieghi netti sono pari a 1,43% rispetto all’1,65% dello stesso periodo del 2016, dato significativamente inferiore alla media di sistema. La percentuale di copertura dei crediti in sofferenza è del 60,9% (61,4% a fine settembre 2016 e 59,6% a fine 2016). I crediti problematici totali netti ammontano a 782,8 milioni di euro rispetto agli 832,8 milioni di euro dello stesso periodo dell’anno precedente.

Il CET1 ratio phased-in calcolato su Credemholding è pari a 13,37% (fully phased 12,81%); il Tier 1 capital ratio phased-in è pari a 13,38% (fully phased 13,15%); Per il 2017 il CET1 Ratio (SREP) minimo assegnato al Gruppo è pari a 6,75%, il valore più basso tra le banche italiane vigilate da BCE.