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Della Valle: “Agnelli disertori sociali” ma apre all’aumento di Rcs

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Diego Della Valle apre la porta all’aumento di capitale in corso di Rcs Mediagroup, da sempre osteggiato dall’imprenditore marchigiano. “Ci sono ancora dieci o dodici giorni, ci penseremo“, ha detto durante la trasmissione 2Next in onda ieri su Raidue, chiedendo però delle modifiche al piano del gruppo editoriale messo a punto dall’Ad Pietro Scott Jovane. “Vogliamo un piano serio – ha spiegato della Valle – e ragionando con le banche, soprattutto oggi vedendo che ci sono molti che non seguono l’aumento, e che hanno buon senso, ci si può sedere e vedere se si riesce veramente a fare un piano che possa dare un futuro“: E aggiunge: “Se il piano andrà in questa direzione noi ci saremo. Ma se non va in questa direzione vedremo, potremo fare altri ragionamenti”, perché l’attuale piano “non funziona, non va bene”.

Ha riservato belle parole Della Valle nei confronti di Giovanni Bazoli: “Merita rispetto, perché è una persona perbene“, ha detto il manager e alla domanda se avesse cambiato idea sull’attuale presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo sulla vicenda Rcs, ha risposto: “In un incontro che abbiamo avuto ho avuto riscontro di una persona che prende atto che le cose cambiano. E se cambiano bene anche con il suo aiuto dobbiamo dirgli grazie”.

Non altrettanto belle le parole rivolte al presidente della Fiat, John Elkann, e in generale alla famiglia Agnelli. “La Fiat può fare un altro ragionamento e dire: sono competitiva sì o no? Ma gli azionisti Agnelli se non stano vicino al Paese è un po’ come se fossero dei disertori sociali“. Così Della Valle che prosegue: “Distinguerei Fiat da famiglia Agnelli. La famiglia Agnelli deve all’Italia una gratitudine immensa, gli italiani gli hanno dato tutto quello che attraverso la politica gli Agnelli si sono fatti dare. In un momento come questo, un momento del bisogno, la famiglia Agnelli ha il dovere e l’obbligo di restituire al Paese supporto.

Rincara la dose invece il patron di Tod’s su “Yaki” Elkann su Rcs: “Diciamo che deve ancora mangiare tante pagnotte prima di potersi permettere di fare lo stratega di cose più grandi di lui come questa. Ci ha provato e ha visto la frittata che ha fatto”. Ma non basta. Della Valle definisce un “cappotto abbottonato male al primo bottone” l’operazione sul gruppo editoriale che lui stesso definisce “maldestra” e spiega che “tutti quelli che non hanno sottoscritto o non sottoscriveranno l’aumento sono quasi sempre persone che versano il loro denaro, quindi la totalità dell’aumento di capitale lo tirano fuori dalle loro tasche, per essere chiari”. Invece “parte di quelli che hanno invece detto che andava bene guarda caso sono poi quelli che spendono il denaro delle aziende che gestiscono che controllano a cascata con pochissime azioni, è il caso di Yaki Elkan”. “Quelli che hanno fatto questa operazione nell’ultimo anno e mezzo hanno veramente la coscienza tranquilla sul fatto che si sta facendo tutto quello che serve per salvare un gruppo e metterlo in sicurezza per il futuro o è stata una operazione di potere dove qualcuno voleva mandare a casa qualche azionista, tenersi l’azienda, e magari oggi si è reso conto di aver fatto una frittata?”.