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Il deficit Usa scuote i mercati: rating tripla A di nuovo sorvegliato speciale

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Non c’è accordo a Washington sul budget federale. A soli tre giorni dalla scadenza del termine massimo per un’intesa, il supercomitato bipartisan formato da 6 rappresentanti democratici e da 6 repubblicani non ha raggiunto un punto d’incontro sulle modalità di riduzione del deficit. Non sono state concordate le misure correttive necessarie per ridurre il disavanzo federale di circa 1.200 miliardi di dollari nel periodo 2013-2021. Fino a ieri non ci sono stati segnali di accordo: da un lato i democratici che chiedono tagli e tasse sui redditi più alti, dall’altra i repubblicani restii a qualsiasi tipo di nuova imposta.
Il risultato è quindi lo stallo da veti incrociati. Eppure il supercomitato era stato formato dopo che lo scorso agosto solo in extremis era stato raggiunto un accordo per l’innalzamento del tetto del debito. Un ok dell’ultim’ora che agli Stati Uniti è costato una delle A del rating di Standard & Poor’s.
Se l’intesa non dovesse essere raggiunta entro mercoledì 23, si procederebbe a un taglio automatico del deficit attraverso riduzioni altrettanto automatiche delle spese discrezionali per circa 98 miliardi di dollari all’anno a partire dal 2013 e per 10 anni. Quella di mercoledì è la data limite, ma già questa sera, stando alla scaletta ufficiosa, dovrebbe essere presentata la bozza di accordo che verrebbe poi votata mercoledì. Secondo la stampa Usa tuttavia, un accordo dell’ultimo minuto sarebbe improbabile.
 
Le agenzie di rating stanno a guardare

Gli analisti di Nomura hanno attribuito la debolezza delle Borse asiatiche nella notte proprio allo stallo in corso sul deficit federale negli Stati Uniti.
Qual è la cartina di tornasole per i mercati?
Si guarda con molta attenzione all’atteggiamento che assumeranno le agenzie di rating in caso di mancato accordo.
Le agenzie di rating avrebbero verosimilmente un incentivo a prendere in considerazione una revisione della tripla A americana. Da agosto, quando S&P ha tagliato il rating degli Stati Uniti, sia la stessa agenzia del gruppo McGraw-Hill sia Moody’s hanno assegnato al debito Usa un outlook negativo.
Nella loro nota giornaliera gli analisti di Mps Capital Services sottolineano comunque che “lo scorso 1 novembre Moody’s aveva precisato che i risultati dei lavori del supercomitato sarebbero stati informativi…ma non decisivi per le decisioni dell’agenzia”.
Un altro punto di rilievo per i mercati è l’incertezza della politica fiscale Usa per il prossimo anno. Su questo tema mette l’accento l’ufficio studi di Intesa Sanpaolo: “L’incertezza sulla politica fiscale per il 2012 diventa sempre più elevata; l’incapacità di trovare accordi in Congresso rende difficile prevedere se sarà possibile estendere alcune delle misure in vigore fino a fine 2011 (payroll tax, sussidi agli stati). Senza estensioni, la politica fiscale nel 2012 sarà ampiamente restrittiva”.