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Decreto salva-Italia: SPECIALE Conto titoli e bond bancari

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Lo Stato garantirà i bond bancari

Le banche potranno avere la garanzia dello Stato sulle loro obbligazioni. E’ una delle novità, tra le più gradite dai mercati finanziari, del decreto salva-Italia varato ieri dal governo Monti.

Con il pagamento di una commissione fissa le banche potranno assicurare una garanzia aggiuntiva alle proprie emissioni, che potranno così essere usate come collaterale presso la Banca centrale europea per accedere ai finanziamenti. Attesi riscontri positivi anche in termini di una ripresa delle transazioni sul mercato interbancario. Si spera così di centrare l’obiettivo generale dell’intervento: fornire quelle garanzie necessarie a ripristinare le capacità di finanziamento a medio-lungo termine delle banche.

La misura ha effetto immediato e durerà fino al 30 giugno 2012. Fino a tale data il ministero dell’Economia è autorizzato a concedere la garanzia statale sulle passività delle banche con scadenza da tre mesi a cinque anni, oppure dall’1 gennaio sulle emissioni a sette anni. I titoli dovranno fare parte di emissioni effettuate dopo l’entrata in vigore del decreto.

L’ammontare della garanzia per ogni singola banca non potrà eccedere il patrimonio di vigilanza, mentre la commissione che verrà pagata per avere accesso alla garanzia sarà pari mediamente all’1%.

Per essere ammesse alle garanzie, le banche dovranno superare una valutazione da parte della Banca d’Italia che verificherà la presenza di coefficienti patrimoniali non inferiori a quelli obbligatori e una capacità reddituale che consenta di fare fronte alle passività garantite dallo Stato.

Ipotizzato anche che il Tesoro possa rilasciare garanzie statali anche sui finanziamenti erogati dalla Banca d’Italia a banche italiane per fare fronte a gravi crisi di liquidità.
 

Il bollo sul conto titoli colpirà tutti i prodotti finanziari

Pronto a cambiare anche l’impatto dei prelievi sugli strumenti finanziari detenuti.

Verrà abbandonato il precedente modello che prevedeva un’imposta fissa sui dossier titoli (34,20 euro fino a 50.000 euro), che lascerà il posto a una tassazione in termini percentuali sul valore di mercato di tutte le attività finanziarie detenute, compresi i fondi comuni d’investimento. Il bollo verrebbe applicato sui valori risultanti dalle comunicazioni periodiche inviate ai sottoscrittori

Non si conosce ancora in quale misura verrà fissata l’imposizione, ma è stato previsto un tetto massimo di imposta.

Esenzioni dall’imposta sono previste per fondi pensione e sanitari, e per gli strumenti finanziari che abbiano un valore di mercato inferiore ai 5.000 euro.