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Decreto salva-Italia: SPECIALE Casa e Fisco

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Il grosso della manovra “salva Italia” arriverà dalle tasse sugli immobili. Dal 2012 le famiglie italiane assisteranno alla reintroduzione dell’Ici sulla prima casa, eliminata parzialmente da Prodi e definitivamente da Berlusconi nel 2008, e ad un incremento delle imposte sulle seconde e terze case. Secondo i primi calcoli, i provvedimenti sul mattone porteranno nelle casse statali circa 11 miliardi di euro. Sul fronte fiscale, l’Iva aumenterà al 23% dal secondo semestre 2012, mentre per il momento è escluso il ricorso alla patrimoniale vera e propria. Scongiurate le ipotesi circolate nel fine settimana che parlavano di un aumento delle aliquote Irpef più elevate (41% e 43%).

Rispunta l’Ici, ma la stangata sarà sulle seconde case

La tassazione sugli immobili si basa su un aggiornamento delle rendite catastali intorno al 60 per cento, valore decisamente superiore rispetto alle stime circolate nei giorni scorsi che indicavano un aggiornamento del 15-20%. Da questa base, le imposte sugli immobili saranno sicuramente maggiori rispetto a quelle pagate fino ad oggi. Nel dettaglio, dal 2012 l’Ici sulla prima casa si chiamerà Imu (Imposta municipale unica) e l’aliquota che verrà applicata sul valore catastale aggiornato sarà pari al 4 per mille, con i Comuni che potranno alzarla o diminuirla del 2 per mille. Le imposte sotto i 200 euro verranno esentate dal pagamento, mentre i contribuenti potranno detrarre i primi 200 euro di tassa. La vera stangata, quindi, sarà sulle seconde e terze case. In questo caso non è prevista nessuna detrazione e l’aliquota sarà pari al 7,6 per mille con i Comuni che potranno alzarla o diminuirla del 3 per mille.
 
Aumento dell’Iva dal secondo semestre 2012

L’Iva ordinaria, già aumentata al 21% dal governo Berlusconi durante la manovra di Ferragosto, verrà portata al 23% a partire dal secondo semestre 2012. Balzo in avanti anche per l’Iva agevolata al 12% dall’attuale 10%. Una mossa che permetterà allo Stato di recuperare 4 miliardi di euro che, come dichiarato ieri da Piero Giarda, ministro dei Rapporti con il Parlamento, saranno destinati ad interventi a favore delle famiglie e delle donne. Secondo il Governo, il pareggio di bilancio al 2013 verrà raggiunto nonostante un netto peggioramento del quadro macroeconomico. Il Tesoro, infatti, presenterà oggi le nuove stime sulla crescita anticipate ieri sera dal viceministro dell’Economia, Vittorio Grilli: il Pil italiano mostrerà nel 2012 una flessione dello 0,4-0,5% (+0,6% la precedente stima) mentre nel 2013 la crescita sarà a zero dal +0,9% indicato in precedenza. Rimanendo in ambito fiscale, vi sarà un aumento dell’addizionale regionale Irpef minima dall’attuale 0,9% all’1,23%.

Tassa sui capitali scudati e limiti al contante

Tra le altre misure intraprese dal governo Monti figura anche un prelievo una-tantum sui cosiddetti “capitali scudati”, ovvero sui capitali fatti rientrare in Italia con l’aiuto dello scudo fiscale, circa 100 miliardi di euro. Nel 2009, coloro che fecero rientrare capitali in Italia pagarono solamente il 5 per cento. Per quanto riguarda la lotta all’evasione fiscale, verrà ulteriormente abbassata la soglia per l’utilizzo del contante a 1.000 euro dagli attuali 2.500 euro. Oltre i 1.000 euro, quindi, si verrà sottoposti alla tracciabilità del contante. Infine, dal 1 gennaio 2012 scatterà l’aumento delle accise sui carburanti.