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Decreto salva banche: Pd, sono stati salvati 6mila posti di lavoro e non solo

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Il decreto salva banche del 22 novembre salvaguarda circa 6mila posti di lavoro. Lo rimarca oggi una nota congiunta dei parlamentari e segretari regionali Dario Parrini (Pd Toscana), Paolo Calvano (Pd Emilia-Romagna), Francesco Comi (Pd Marche) e Marco Rapino (Pd Abruzzo). “La verità è che il governo ha fatto tutto quello che le norme italiane e europee consentivano di fare – rimarca la nota pubblicata sul sito ufficiale del Partito democratico – riducendo nella massima misura possibile gli effetti negativi dell’insolvenza degli istituti bancari in questione. Ha adottato un provvedimento per salvaguardare circa 6mila posti di lavoro, tutti i conti correnti (di cui sono titolari oltre un milione di depositanti e circa duecentomila imprese) e tutti i risparmi investiti in obbligazioni ordinarie. Comprendiamo perfettamente lo sconcerto delle famiglie che hanno perso risparmi accumulati con anni di lavoro e di sacrifici e che oggi vivono un vero e proprio dramma”.
“Non è al governo – proseguono i quattro esponenti del Pd – che si può imputare il fatto che tanti risparmiatori hanno acquistato titoli oggettivamente rischiosi, in buona fede, convinti che rischiosi non fossero. I nostri rappresentanti in Parlamento sono già al lavoro allo scopo di verificare se esistano, in sede di conversione parlamentare del decreto, margini giuridicamente sostenibili per fare dei cambiamenti positivi”.
Il decreto salva banche del 22 novembre riguarda Banca Marche, Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio, Cassa di Risparmio di Ferrara e CariChieti. Il salvataggio prevede la creazione di quattro nuove banche con un’operazione da 3,6 miliardi di euro utilizzando le nuove norme europee sui salvataggi bancari e il Fondo di risoluzione nazionale.