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Decreto Bersani, Vodafone Italia svalutata 5,1 miliardi

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Vodafone comincia a pagare il conto del Decreto Bersani. È stata, infatti, svalutata per 5,1 miliardi di euro la partecipazione del big della telefonia inglese nella controllata del Belpaese, a seguito della revisione – come si legge in una nota- del piano economico e finanziario di lungo periodo dell’azienda italiana.


Dal quartier generale di Vodafone in Italia arrivano, però, le prime precisazioni. La bufera, delle liberalizzazioni ha colpito sì la società, ma ha coinvolto solo l’ultimo mese dell’anno fiscale. “I buoni risultati di quest’anno, ma soprattutto le nostre prospettive – spiega l’amministratore delegato di Vodafone Italia, Pietro Guidani – hanno risentito dell’applicazione del Decreto Bersani. La misura ha ridotto il valore della nostra azienda a motivo dell’effetto negativo atteso in futuro sui nostri risultati, nonostante il parziale recupero di ricavi tramite i maggiori volumi di traffico conseguenti all’abolizione dei costi di ricarica. Proseguiamo – continua Guindani – nelle nostre strategie di crescita: abbiamo aperto il mercato ai virtuali ed abbiamo siglato accordi con i colossi di Internet per portarli sul mobile”. Non è mancata puntale replica del ministro dello Sviluppo economico che ha affermato che la riduzione del valore dell’azienda non dipende dal decreto Bersani.

Nonostante la zavorra della svalutazione, il primo trimestre 2007 è stato archiviato con successo da Vodafone Italia che ha infatti superato i 27 milioni di clienti (+13,8% rispetto al 2006). Buone notizie sono giunte anche dal fronte delle attivazioni nette che hanno superato la soglia dei 3 milioni e 300mila unità. In particolare i clienti abbonati sono cresciuti del 16,9% e i ricavi da servizi sono stati pari a 7,8 miliardi, in crescita del 3,6%. Il margine operativo lordo (ebitda) è stato pari a 4.123 milioni di euro, in calo del 4.9% a causa di alcuni effetti straordinari come la riduzione delle tariffe di interconnessione, la separazione contabile delle attività del Data Center Sud Europa e l’abolizione dei contributi per la ricarica delle carte prepagate.


Quanto ai conti della casa madre britannica, la multinazionale ha registrato nell’esercizio chiuso il 31 marzo 2007 ricavi in progresso del 4,3% a 31,1 miliardi di sterline, mentre il margine operativo lordo si è attestato a 11,96 miliardi di sterline (+1,6%). Per il prossimo esercizio il gruppo si aspetta ricavi nel range fra 33,3 e 34,1 miliardi di sterline, con un utile operativo adjusted di 9,3-9,8 miliardi.