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Decolla la ristrutturazione da 9,5 mld $ per rimettere in sesto il Dubai World

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Adesso è chiara la “exit strategy” che salverà il Dubai World dal baratro dei debiti in cui era finito. Il governo di Dubai ha delineato stamattina una strategia che ha l’obiettivo di rimettere in sesto la società pubblica impegnata nella costruzione della famosa isola artificiale a forma di palma e salita agli onori delle cronache alla fine dell’anno scorso a causa di un passivo da 69 miliardi di dollari.

Per ricapitalizzare il debito del gruppo, che lo scorso novembre ha fatto tremare i polsi agli operatori di mercato, innescando forti turbolenze sulle Borse mondiali, in particolare quelle asiatiche, e per ripagare i bond in scadenza della controllata Nakheel, il governo di Dubai ha calcolato che verrà stanziata una potenza di fuoco da 9,5 miliardi di dollari. Fondi che si trovano in casa perché questa volta Abu Dhabi resterà a guardare.


Dallo stesso Dubai World  sono inoltre arrivate notizie rassicuranti: la società ha fatto sapere che l’ammontare totale del debito concesso dai creditori escluso il Dubai Financial Support Fund risultava pari a 14,2 miliardi di dollari alla fine di dicembre. E che il conto sarà saldato regolarmente. Questi creditori, infatti, saranno ripagati al 100% dell’importo concesso, in due tranche. Dichiarazioni che tratteggiano uno scenario lontano da quello dell’anno scorso quando il Dubai World aveva chiesto una dilazione dei tempi di rimborso del proprio indebitamento, innescando sui mercati mondiali una raffica di vendite.

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