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Debole Pmi Cina frena l’aussie e sostiene lo yen

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Indicazioni non positive oggi dalla Cina con la nuova discesa dell’indice sull’attività manifatturiera anche nel secondo mese dell’anno. L’indice Hsbc/Markit, dato preliminare di febbraio, ha evidenziato una contrazione del Pmi manifatturiero a 48,3 punti dai 49,5 punti di gennaio portandosi ai minimi degli ultimi 7 mesi.

La reazione sul mercato valutario è stata di un indebolimento delle valute dei Paesi maggiormente dipendenti dalla domanda proveniente dalla Cina. Così il dollaro australiano viaggia in ribasso rispetto ai livelli della vigilia con cross AU$/US$ sceso fino a 0,8936. Acquisti invece sullo yen che si rafforza dello 0,4 per cento rispetto al biglietto verde segnando il maggior balzo giornaliero delle ultime due settimane.

Ieri sera le minute della Federal Reserve non hanno mancato di riservare alcune sorprese con alcuni esponenti del board che si sono espressi per un aumento del costo del denaro già quest’anno. Si tratta comunque di una minoranza all’interno della Fed. “Coloro i quali hanno seriamente avanzato tali considerazioni – rimarca Davide Marone, analista di Fxcm – sono in minoranza e rappresentano l’ala più hawkish del Board in netta contrapposizione con il neo-governatore Janet Yellen, colomba per eccellenza, che non più tardi della settimana scorsa ha ribadito la linea dei tassi bassi ai livelli attuali per tutto il 2014”.