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Debole cpi spinge in giù l’euro, estensione QE sempre più vicina

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Convinto ritrarcciamento oggi per la divisa unica europea. L’euro perde terreno rispetto alle altre principali valute con il cross eur/usd tornato sotto quota 1,12, in ribasso di circa mezzo punto percentuale rispetto ai livelli di inizio giornata. 

Il movimento ribassista ha preso consistenza dopo la diffusione del dato sull’inflazione dell’area euro, tornata in negativo a settembre confermando i timori di un ritorno delle pressioni al ribasso sui prezzi complice in nuovo calo dei prezzi energetici 8-8,9% a settembre). La lettura preliminare dell’Eurostat vede l’inflazione segnare un calo dello 0,1% annuo dal +0,1% precedente. Il consensus era per una variazione nulla. A livello core l’inflazione risulta stabile a +0,9% annuo.  

S&P vede raddoppio entità QE 

Ritorno in negativo dell’inflazione che alimenta le attese di ulteriori azioni espansive da parte della Bce per stimolare il ritorno dei prezzi verso il target del 2%. In tal senso oggi l’agenzia di rating Standard & Poor’s ha detto di attendersi un corposo rafforzamento del quantitative easing (QE) della Bce che potrebbe protrarsi fino alla metà del 2018, raggiungendo un ammontare totale di 2.400 miliardi di euro, ovvero più del doppio rispetto alla somma di 1.100 miliardi circa attualmente previsti dal piano Bce lanciato lo scorso marzo. 

S&P vede comunque l’economia dell’eurozona destreggiarsi bene in un contesto macro globale in peggioramento a causa degli effetti del rallentamento della Cina. S&P ritiene che i consumi europei saranno il driver della crescita europea.