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Debito sovrano: A caccia di rendimenti tra le obbligazioni dell’Arabia saudita

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Con le previsioni di un posticipo del rialzo dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve, la Bank of Japan che ha fatto un ulteriore passo nella direzione dell’helicopter money e la Bce in procinto di realizzare la sua impresa senza precedenti nel mercato delle obbligazioni societarie (con acquisti per 400 milioni di euro al giorno), gli investitori obbligazionari stanno accusando una sempre maggiore stretta dei rendimenti e un deterioramento delle condizioni di liquidità. La domanda a questo punto è: dove rivolgere le attenzioni per assicurarsi un rendimento adeguato? La risposta potrebbe arrivare dal Medio Oriente, in particolare dai Paesi del Golfo, con l’Arabia Saudita sul palcoscenico per l’attesa e importante emissione di obbligazioni internazionali.
 
Aumento del deficit
Per quella regione, ben nota per la sua ricchezza legata al petrolio, il crollo dei prezzi del greggio ha rappresentato una sfida per i budget fiscali e ha comportato un aumento del deficit, che ha reso necessario un finanziamento esterno, utile sia per tappare il buco, sia per finanziare la trasformazione delle economie che dipendono dal petrolio“, spiega Michael Boye, Head of Fixed Income di Saxo Bank. “Se mettiamo insieme – aggiunge lo strategist – livelli molto bassi di debito sovrano (soprattutto se confrontati con l’emisfero settentrionale), un ambiente meno rigido per le riforme politiche ed economiche (chiaramente con l’ambizione di attrarre investitori internazionali) e il basso rendimento dei mercati sviluppati, otteniamo un forte potenziale per la domanda di obbligazioni arabe da parte degli investitori internazionali”.
Riyadh punto di riferimento per i Paesi del Golfo
Quest’anno il terreno per i “Golfo Bond” è stato preparato dal record dei 9 miliardi di dollari di emissioni obbligazionarie in Qatar a maggio e dei 5 miliardi di dollari da parte di Abu Dhabi ad aprile. Emissioni importanti, ma che impallidiscono di fronte ai 15 miliardi di dollari di obbligazioni che sono, con ogni probabilità, sulla rampa di lancio a Riyadh. “Per i Paesi del Golfo, questa operazione diventerà senza dubbio un punto di riferimento, e riteniamo che molti altri emittenti dell’aerea – sia società che sovrani – saranno pronti a fare altrettanto“, è il commento di Boye. Che conclude: “Con il resto del mondo che si muove pericolosamente tra alti livelli di debito e rendimenti prossimi allo zero, questa emissione potrebbe facilmente generare una forte domanda tra gli investitori internazionali”.