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Debito pubblico segna nuovo record a 2.104 miliardi, inflazione ai minimi dal 2009

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Nuovo picco storico per il debito pubblico italiano. Dai dati diffusi da Banca d’Italia emerge che a novembre il debito delle amministrazioni pubbliche è salito al nuovo record di 2.104 miliardi di euro dai 2.085 miliardi registrati ad ottobre e dai 2.021 miliardi di novembre 2012. Via Nazionale spiega che l’aumento è da attribuire principalmente al fabbisogno del mese (6,9 miliardi) e all’aumento (11,5 miliardi) delle disponibilità liquide del Tesoro (che hanno raggiunto quota 59 miliardi).

Il sostegno finanziario ai Paesi dell’Eurozona ha inciso sul fabbisogno nella misura di 12,8 miliardi. In particolare, la quota di competenza dell’Italia dei prestiti erogati dall’European Financial Stability Facility (Efsf) è stata pari a 6,7 miliardi, i versamenti della terza e quarta tranche della sottoscrizione del capitale dell’European Stability Mechanism (Esm), effettuati nei mesi di aprile e ottobre, sono stati complessivamente pari a 5,7 miliardi. Dal 2010 il contributo italiano al sostegno finanziario ai paesi dell’area dell’Euro è stato pari a 55,1 miliardi, di cui 33,6 miliardi riguardanti la quota dell’Italia dei prestiti dell’Efsf, 11,5 riguardanti la sottoscrizione del capitale dell’Esm e 10 miliardi relativi ai prestiti bilaterali in favore della Grecia (la cui erogazione è terminata alla fine del 2011).

Dai dati di Banca d’Italia è emerso che nei primi 11 mesi dell’anno le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono state pari a 339,1 miliardi (di cui 31,2 nel mese di novembre), in lieve calo rispetto a quelle dello stesso periodo del 2012. Nel solo mese di novembre le entrate tributarie sono state pari a 31,2 miliardi, in lieve flessione dai 31,446 miliardi di euro di novembre 2012. Il portafoglio dei titoli di Stato italiani in mano agli investitori non residenti è invece salito a 693,061 miliardi di euro in ottobre dai 684,208 miliardi di settembre.

Inflazione crolla ai minimi del 2009
Il tasso di inflazione medio annuo per il 2013 è pari all’1,2%, in netta decelerazione rispetto al 3% del 2012, registrando il livello medio annuo più basso dal 2009. Secondo i dati pubblicati dall’Istat, a dicembre 2013 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,2% rispetto al mese precedente e dello 0,7% nei confronti di dicembre 2012 (lo stesso valore di novembre), confermando la stima provvisoria. L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) aumenta dello 0,3% su base mensile e resta stabile allo 0,7% su base annua (la stima preliminare era +0,6%).

A determinare la stabilità dell’inflazione sono, principalmente, l’accelerazione della crescita tendenziale dei prezzi degli alimentari non lavorati, l’ulteriore riduzione della flessione di quelli dei beni energetici, il rallentamento della dinamica su base annua dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti. Per quanto riguarda l’Iva, l’Istat ha spiegato che l’impatto dell’imposta sull’inflazione è stato parziale e modesto.