Debiti Pa: ok dal Governo al decreto che sblocca i 40 miliardi di euro

Inviato da Flavia Scarano il Lun, 08/04/2013 - 09:29

Il Governo dà il via libera al decreto legge sui 40 miliardi di euro di pagamenti delle pubbliche amministrazioni a banche e imprese. Il piano, presentato dal presidente del Consiglio dimissionario, Mario Monti, insieme al ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, il ministro dell'Economia Vittorio Grilli e il sottosegretario alla Presidenza, Antonio Catricalà, prevede l'erogazione di circa 20 miliardi nel 2013 e altrettanti nel 2014 per debiti certi, liquidi ed esigibili al 31 dicembre 2012, attraverso un "meccanismo chiaro, semplice e veloce, nel rispetto della soglia del debito del 3%", ha sottolineato il premier.

Il decreto, a detta di Monti, non ostacolerà il rispetto dei parametri dell'Unione europea. "C'è la fondata aspettativa che a maggio l'Italia sarà dichiarata uscita dalla procedura" Ue per deficit eccessivo, ha dichiarato il presidente del Consiglio. Il premier ha ricordato poi che il provvedimento è il risultato del lavoro degli ultimi due anni: ancora nel 2011 infatti l'indebitamento era ancora in salita: a fine 2011 l'ammontare di debiti della pubblica amministrazione non ceduto alle banche ammontava a 80 miliardi di euro, contro i 61 miliardi del 2009 e i 74 miliardi del 2010. Monti ha poi espresso una leggera indignazione per le critiche al governo che ha impiegato qualche giorno in più per il decreto: "Sono stati severi con noi i partiti che negli ultimi 10 anni hanno causato questi problemi".

Passera ha poi detto che la certificazione e il censimento dei debiti verrà fatto nell'ambito della prossima Finanziaria, aggiungendo che il decreto erogherà 40 miliardi, di cui 15 o 20 già ceduti e 3 o 4 che dovranno essere compensati, poi il tutto si chiuderà.

Grilli è poi entrato nel dettaglio del provvedimento, annunciando che entro fine aprile le amministrazioni pubbliche dovranno far pervenire al Governo l'elenco e la richiesta di spazio finanziario e poi entro il 15 di maggio l'Esecutivo provvederà alla ripartizione degli spazi e delle risorse finanziarie pervenute. Circa 14 miliardi potranno essere pagati dalle amministrazioni che hanno già liquidità in cassa e 26 miliardi arriveranno sul territorio attraverso prestiti. Di questi ultimi - 10 miliardi nel 2013 e 16 miliardi nel 2014 - rientreranno in un Fondo unico articolato in tre sezioni: la Cassa depositi e prestiti gestirà le anticipazioni per Comuni e Province, mentre sarà direttamente il Ministero dell'Economia a occuparsi di quelle per le Regioni. "Per non ritardare nemmeno di un secondo i pagamenti, gli enti territoriali che hanno disponibilità finanziarie, possono cominciare a pagare - ha avvertito Grilli - ovviamente partendo dai debiti più anziani".

presidente dell'Abi Antonio PatuelliIl presidente dell'Abi, Antonio Patuelli, ha dichiarato che il Consiglio dei Ministri ha riconosciuto, come avevamo sollecitato, l'estrema importanza, necessità ed urgenza del pagamento dei debiti della Pubblica Amministrazione verso le imprese come premessa della ripresa economica e occupazionale. Il decreto legge va in questa direzione: per la sua complessità giuridica, dovuta a diverse esigenze - ha concluso Patuelli - una valutazione globale della nuova normativa potrà essere espressa quando il decreto sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.

"Una vittoria dell'Italia dei sindaci, dell'Italia che produce, che si impegna e che soffre di non poter dare dignita' al lavoro". Così il presidente dell'Anci, Graziano Delrio, commenta il via libera del governo al decreto per il pagamento dei debiti della pubblica amministrazione. Delrio ricorda "la grande mobilitazione portata avanti dai sindaci e dalle imprese, insieme ai sindacati e alle organizzazioni sociali, e che ci fa piacere abbia permesso di estendere il provvedimento anche ad altri pagamenti", e ringrazia "il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, per l'appoggio costante ad una richiesta che i sindaci portavano avanti da mesi. Ringraziamo - prosegue Delrio - i presidenti delle Camere Laura Boldrini e Piero Grasso e il Parlamento stesso che, in questa delicata fase, hanno assunto la nostra richiesta e permesso un'approvazione urgente da mettere immediatamente in atto i provvedimenti".

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