DeAgostini: Pellicioli, Novara è un forziere da 5 miliardi di euro

Inviato da Alfredo Faieta il Mer, 10/05/2006 - 19:38
Nessun interesse per Rcs Mediagroup, nessuna offerta per entrare nel capitale di Telecom Italia a fianco dell'azionista Olimpia, e cessione della quota in Limoni holding che dovrebbe arrivare entro fine giugno o inizio luglio. Difficilissima e non presa in considerazione la quotazioni delle attività editoriali riunite sotto il cappello di DeAgostini editore, che resta l'unica società incedibile del gruppo. Nessun veto ad un'attività di investimento finanziario anche se la preferenza va data ad operazioni nelle quali la società abbia almeno la maggioranza relativa delle azioni. Il terzo polo televisivo? "Non ci sono le basi per fare un ragionamento articolato". Seat? "Ormai è una storia solo per il private equity, come dimostra l'esperienza in tutto il mondo". L'amministratore delegato della "conglomerata finanziaria" DeAgostini risponde a tutte le domande sul futuro del gruppo novarese durante una conferenza stampa nella quale si è cercato di disegnare gli scenari futuri. Nessuna novità di rilievo circa le nuove mosse della società, la cui via lattea dei prossimi investimenti passa per due cardini ben precisi, a sentire Pellicioli: non deve appesantire eccessivamente la posizione finanziaria netta della holding e, se le società target non sono "domestiche" (Italia e Spagna), devono essere in settori dove il gruppo ha già esperienza. Nessuna preclusione di sorta comunque: "non abbiamo nessun settore preferito, e non ci intestardiamo su nessun settore in particolare, ha precisato l'a.d.. Secondo il quale l'operazione Lottomatica-Gtech va presa ad esempio di operatività "desiderata" di allargamento geografico del business dopo l'esperienza maturata in Italia. Con l'acquisizione della società americana, che riporterà in rosso per 500 milioni la posizione finanziaria di gruppo, si sposta anche l'asse della redditività: metà del margine operativo lordo verrà infatti dal settore dei giochi (53% pro-forma 2005) e le assicurazioni (Toro, per la quale è auspicato ancora un miglioramento della struttura del capitale) peseranno per il 40%. Un settore nel quale Pellicioli investirebbe è quello bancario, "ma c'è la legge bancaria, ed ottenendo tutte le autorizzazioni potremmo arrivare solo al 15% delle azioni di una società". L'a.d. ha comunque precisato di non aver nessun progetto in visione. Ma quanto vale il gruppo DeAgostini? Il net asset value (nav) si aggirerebbe intorno ai 5-5,2 miliardi di euro.
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