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De Vijlder: sì alle azioni, ma lontano dalle logiche del cassettista

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Non è un quadro particolarmente ottimista quello disegnato per il 2013 da William De Vijlder, Global Cio Strategy & Partners di BNP Paribas Investment Partners in un recente incontro con la stampa finanziaria italiana.
Nella sua visione il nuovo anno rappresenterà un vero e proprio punto di svolta in cui verranno dissipate gran parte delle incertezze che hanno caratterizzato il 2012. Agli investitori verrà finalmente fornita una visione più nitida degli effetti legati agli interventi varati da governi e banche centrali nel corso dell’anno passato.
 
Tuttavia il fiscal drag, ossia il drenaggio fiscale, e le incertezze sulla sostenibilità delle politiche fiscali dei singoli Paesi continueranno a rappresentare un freno alla crescita economica mondiale anche nel 2013.

Secondo l’esperto, i risultati in termini di indicatori quali il prodotto interno lordo dovrebbero essere comunque leggermente migliori rispetto a quanto evidenziato nel 2012.

 
L’esperto ha detto di non attendersi particolari sorprese dal fronte inflazione: i prezzi al consumo continueranno ad essere sotto controllo anche, o forse sarebbe meglio dire soprattutto a causa dell’inasprirsi della disoccupazione nelle principali economie sviluppate a livello globale.
I tassi dovrebbero rimanere ancora a lungo agli attuali livelli in Europa e negli Stati Uniti, grazie anche al prolungamento dei programmi di allentamento monetario da parte di Bce e Fed. Una nota positiva dovrebbe giungere dai mercati emergenti dove la crescita dovrebbe tornare ad essere sostenuta e dove l’allentamento della politica monetaria potrebbe subire un’inversione già a partire dalla fine dell’anno in corso.
In questa cornice, l’asset manager del gruppo transalpino non è si è detto particolarmente attratto dagli attivi rischiosi per il 2013. Le azioni, in particolare, hanno corso molto e non sono più così interessanti come era qualche mese or sono. Le stime di crescita degli utili aziendali evidenziate da gran parte degli analisti appare, nella visione di De Vijlder, piuttosto ottimistica .
 
Per quanto riguarda gli investimenti nel reddito fisso secondo l’analista è meglio puntare su obbligazioni emergenti e nel credito corporate, entrambi sostenuti da fondamentali migliori e da rendimenti più elevati. I titoli di stato dei Paesi virtuosi, in quest’ottica, potrebbero continuare ad avere uno spazio importante all’interno del portafoglio grazie alle loro caratteristiche di bene rifugio e di diversificazione del rischio.
Un ultimo appunto all’investimento azionario. Equity in portafoglio sì: ma solamente se gestita in maniera dinamica. Il tempo dei cassettisti è oramai tramontato.