De Rothschild: le buone occasioni si trovano tra le obbligazioni corporate

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Alla luce delle vicende susseguitesi sul fronte obbligazionario europeo nell’anno trascorso e delle numerose incertezze che ancora permangono, anche il 2012 sarà un anno impegnativo per il mercato dei capitali del Vecchio continente. Con particolare riferimento ai titoli di Stato, i governi dell’Eurozona sono chiamati quest’anno a raccogliere una cifra di circa 800 miliardi di euro.

Non sarà un percorso facile. Etienne Gorgeon, direttore del comparto reddito fisso di Edmond de Rothschild lo chiarisce nella view 2012 sul mercato obbligazionario: “I paesi periferici dell’Eurozona stanno ancora lottando contro l’alta volatilità e i prezzi dei loro titoli di Stato ne risentono. Inoltre non si è ancora giunti a definire un accordo sulla ristrutturazione del debito greco, nonostante le forti pressioni esercitate in questo senso da Fondo monetario internazionale ed Eurogruppo”. Un fallimento dei negoziati appare molto improbabile. Da alcune settimane l’accordo sembra a portata di mano anche se non è stato ancora siglato. La Grecia è tuttavia solo la parte più evidente e nota del problema. Nonostante il periodo di grazia concesso dai mercati all’Italia dopo le prime azioni del governo Monti “l’Italia nel 2012 dovrà piazzare sul mercato oltre 220 miliardi di euro”.

Un compito reso più arduo dai tagli al merito di credito sovrano decisi dalle agenzie di rating e che hanno intaccato anche la tripla A della Francia nonché del Fondo salva stati europeo (Efsf).

Tenersi lontani dal debito sovrano allora? Sembra proprio così a leggere l’opinione di Gorgeon che trova ben più interessante il rapporto rischio/rendimento offerto dalle obbligazioni corporate: “Le obbligazioni societarie dovrebbero mostrare nel 2012, come hanno fatto nel 20111, migliori profili di rischio rendimento. Le società investment grade e high yield dispongono di abbondante liquidità e necessitano di bassi livelli di rifinanziamento del loro debito nel breve termine – spiega Gorgeon – dunque ci attendiamo che siano in grado di ben sopportare avverse condizioni di mercato. Non c’è ragione perché debbano fallire”.

All’interno del mondo delle obbligazioni corporate tra i settori preferiti dalla società di private banking figurano “i bond di breve-medio termine di aziende investment grade appartenenti a comparti non ciclici dell’economia. I comparti ciclici potrebbero avere maggiore difficoltà ad affrontare scenari di turbolenza nel momento in cui il ciclo economico rallenterà”. Ancora da guardare con rispettosa prudenza il settore finanziario “ancora dominato dal rischio sistemico a causa dell’esposizione al debito degli Stati” mentre “le utility continueranno a soffrire i piani di austerità e le politiche di rientro dell’indebitamento pubblico e il settore auto subirà l’impatto del forte declino della domanda”.

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